21 gennaio 2026

Borgo Medioevale, “falso” da oltre un secolo

borgo medievale

Doveva essere un’ esposizione temporanea, in realtà e lì più di 130 e, per chissà quanti anni ancora, affascinerà grandi e bambini. E’ il Borgo Medievale di Torino, un museo a cielo aperto che sorge lungo le rive del fiume Po, nel parco del Valentino. Entrarvi, attraverso il ponte levatoio, vuol dire viaggiare nel tempo e nello spazio, abbandonare la città del XXI secolo per trovare un momento di serenità tra portici, fontane, botteghe artigiane, giardini e un castello che ti guarda dall’alto della sua mole imponente.

Il Borgo Medievale al Valentino nacque nel 1884 quale Sezione di Arte Antica dell’Esposizione Generale Italiana di Torino, per riprodurre un borgo feudale del XV secolo. Doveva restare solo il tempo dell’ Esposizione, ma al termine nessuno se la sentì di abbatterlo. Gli edifici, le decorazioni e gli arredi furono riprodotti fedelmente da esempi piemontesi e valdostani del Quattrocento. Non è quindi originale,  bensì un falso, una copia, una riproduzione. Nella commissione incaricata dello studio e progettazione del castello furono chiamati a collaborare storici, tecnici, conoscitori e artisti, tra cui l’architetto Alfredo D’Andrade, facoltoso portoghese studioso dell’architettura italiana, in particolare di quella medievale.  Il 6 giugno 1883 si pose la prima pietra del villaggio, il 27 aprile 1884 il Borgo venne inaugurato alla presenza dei sovrani d’Italia, Umberto e Margherita di Savoia

L’atmosfera che si respira fra le sue case è semplice, tutto è studiato per apparire assolutamente “vero”. Grande cura e perizia furono posti nella scelta dei particolari costruttivi e vennero messi in atto tutti gli espedienti per ricevere il visitatore ed immetterlo in un mondo diverso rispetto all’ambiente circostante. L’unica strada del villaggio si sviluppa tutta a zig-zag per apparire più lunga e offrire sempre nuovi scorci al visitatore; il gorgoglio della fontana posta vicinissima al ponte levatoio segna uno stacco acustico per chi entra nel Borgo; le botteghe danno l’illusione di un villaggio vivo, vissuto, mentre molte discussioni si accesero all’interno della Commissione circa l’opportunità o meno di inserire personaggi in costume o manichini all’interno della Rocca. L’intento di creare un luogo pittoresco e illusivo non era però l’unica finalità che si ponevano gli ideatori del Borgo, anzi. I loro scopi erano innanzitutto didattici, educativi, di tutela del patrimonio storico-artistico piemontese e valdostano.

All’interno delle mura merlate, oltre il ponte levatoio, le costruzioni del Borgo si susseguono lungo la via maestra, in un percorso estremamente suggestivo. Dalla fontana  alla tettoia del forno per il pane, dal laboratorio del maniscalco, all’Ospizio per accogliere i pellegrini. Sotto il portico della Casa di Bussoleno è allestita una cartiera, ove l’antica pila a magli sfilaccia gli stracci per la carta.

La Rocca è  il punto focale, elevato rispetto al percorso del Borgo. E’ la dimora signorile fortificata, con stanze sontuose ricche di mobili, suppellettili, tessuti, a mostrare gli usi di vita del Quattrocento. Le corazze, le armi, i passatempi lasciati nel camerone degli uomini d’arme, la sala da pranzo, la cucina, offrono una idea davvero “palpitante e parlante” di un castello sabaudo del XV secolo. Oltrepassata la sala del trono, ove sfilano i Prodi e le Eroine, la camera da letto colpisce per il grande baldacchino dalle cortine ricamate; la cappella chiude il percorso.  

Il Borgo Medievale quindi supera i  130 anni. Un bel traguardo per un allestimento temporaneo che era destinato ad essere abbattuto al termine dell’Esposizione del 1884. Proprio per questo sono in corso importanti lavori di restauro

 

Mario Castelli



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