07 febbraio 2024

La Montanara è nata al Pian della Mussa, in Val di Lanzo

MONTAGNA 2
« Là su per le montagne / fra boschi e valli d’or / tra l’aspre rupi echeggia / un cantico d’amor… »
(La Montanara)

Tutti conoscono questa canzone di montagna ma pochi sanno che è nata nelle nostre Alpi, precisamente al Pian della Mussa. La Montanara è il titolo di un canto di ispirazione popolare con testo e musica composti nel 1927 dall’alpinista nato a Schio (in provincia di Vicenza), ma piemontese d’adozione, Toni Ortelli; l’armonizzazione a quattro voci del pezzo è firmata da Luigi Pigarelli.

Il canto nacque nel luglio del 1927 nelle valli di Lanzo, al Pian della Mussa; l’alpinista Toni Ortelli, sentendo cantare un pastore della Val di Lanzo e ispirato dalla bellezza delle montagne che circondano il famoso pianoro posto qualche chilometro sopra Balme, si annotò testo e musica. Poi scese a Torino e con l’ aiuto di un trascrittore lo mise sul rigo musicale e lo dedicò al ricordo di un amico valdostano morto sul Monte Rosa. Il brano arrivato al maestro Luigi Pigarelli a Trento, venne da questi armonizzato sotto lo pseudonimo di Pierluigi Galli. Venne quindi donato al Coro della SOSAT, che ne curò la prima edizione del 1930.

La Montanara, considerata uno dei più celebri canti di montagna, è ispirato alla leggenda ladina di Soreghina, figlia del Sole, anche se le parole del canto menzionano appena questa storia, lasciando spazio all’evocazione di valli, boschi e canti alpini. Il testo della canzone è stato tradotto in 148 lingue. La melodia è costituita da una strofa ed un ritornello ripetuto due volte, a cui fa seguito una seconda strofa eseguita da un solista; il metro è di 3/4. La Montanara fu cantata ad orecchio per la prima volta pubblicamente a Roma dal Coro della SOSAT ai microfoni dell’EIAR il 7 aprile 1929. Il canto, attualmente diffuso in tutto il mondo, ha dato perfino il nome ad un coro in Germania.

Ancora oggi verso il fondo del Pian della Mussa c’ è una targa che ricorda la composizione di questa famosa canzone di montagna. La località si trova  a 1850 m al termine della val d’Ala nelle valli di Lanzo. Si tratta di un vasto pianoro lungo più di 2 km formatosi dallo riempimento di un lago glaciale. Situato in provincia di Torino, nel comune di Balme, vi nasce il fiume Stura di Lanzo, affluente di sinistra del Po. Dal Pian della Mussa inizia l’acquedotto omonimo che, almeno in tempi passati, era il maggior acquedotto a servizio della città di Torino. o 1922. L’acqua proveniente dalle sorgenti del Pian della Mussa fa parte dal 2008 delle forniture della Stazione Spaziale Internazionale.

Al fondo del pianoro si trova inoltre il Rifugio Città di Cirié ed altre case di colonie estive, oltre a numerosi ristoranti nei quali si possono gustare i prodotti tipici delle valli. Scendendo dal colle dell’Arnas, che collega la parte francese della Savoia a quella italiana, passò la Santa Sindone nel 1535 e il pianoro fu frequentato fin dai tempi remoti per lo sfruttamento estivo dei pascoli circostanti, utili alla produzione del formaggio toma di Balme. Fu zona di scambi commerciali e contrabbando mentre durante l’ultimo conflitto divenne il collegamento per il transito dei perseguitati politici e razziali. Durante la Resistenza il pianoro fu rifugio di formazioni partigiane e teatro, a più riprese, di scontri con i fascisti della Repubblica Sociale e con i tedeschi, episodi che porteranno alla distruzione del Rifugio Bartolomeo Gastaldi.

Il Pian della Mussa èil punto di partenza per le ascensioni alle vette Uia di Ciamarella (3676 m) e Uia di Bessanese (3604 m) nonché per numerosissime altre escursioni. Durante l’inverno viene regolarmente mantenuta una pista per lo sci di fondo.

Mario Castelli



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