17 marzo 2021

I PORTICI COPERTI DI VIA PO A TORINO

porticiviapo

Ci siamo passati migliaia di volte, ma forse non ci abbiamo mai fatto caso.

I portici di via Po a Torino hanno una caratteristica unica. Quelli sul lato sinistro, scendendo verso il Po, sono tutti coperti. Quelli sul lato destro  invece, negli incroci con le vie perpendicolari, sono scoperti. La ragione è semplice e storica.

Nella prima metà dell’Ottocento, per volere di re Vittorio Emanuele I di Savoia, furono aggiunti i terrazzi a copertura dei passaggi pedonali in modo da consentire al sovrano e al suo seguito di raggiungere la chiesa della Gran Madre, che sitrova oltre il ponte sul fiume Po, percorrendo indisturbato il tragitto da Palazzo Reale anche in caso di pioggia o di neve, senza mai bagnarsi. Dall’ altro lato il popolino invece poteva anche prendersi le intemperie.

Ma non è questa l’ unica stranezza di via Po. La vecchia Contrada di Po (o Regina Viarum, la regina delle strade in considerazione della sua larghezza) è  lunga poco più di 700 metri e collega Piazza Castello al fiume. Se si osserva una pianta di Torino, si nota il suo non parallelismo con le vie limitrofe, costituendo così quasi una rottura nella geometria delle vie centrali di Torino. Il motivo è da ricercare nella necessità di collegare Piazza Castello all’ unico ponte esistente in città ai tempi della sua realizzazione (tra la fine del 1600 e i primi decenni del 1700).

Inoltre, via Po è in discesa, anche se è quasi impossibile accorgersene. Dall’inizio, in piazza Castello fino al ponte Vittorio Emanuele I,  si registra  un dislivello di 7 metri. Il pendio è straordinariamente e armoniosamente assorbito, nello sguardo d’insieme, da piazza Vittorio , la piazza porticata più grande del mondo

 



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