21 aprile 2021

GAGARIN FU CAPTATO A TORINO

GAGARIN

«La Terra è blu» esclama estasiato, sessant’anni fa, il russo Yuri Gagarin, primo uomo nello spazio. E non sa che a Torino due giovani fratelli, Achille e Giovanni Battista Judica Cordiglia, lo stanno captando.

«Vedo la Terra blu sotto di me. È bellissima!». Il volo resta segreto fino a quando il cosmonauta russo, 26 anni, comunica di stare bene e di sopportare in modo accettabile l’assenza di peso. Ma non è un segreto per due fratelli radioamatori, lombardi di nascita e torinesi d’adozione e di studi, Achille e Giovanni Battista Judica Cordiglia, entrambi studenti: Achille, morto nel 2015, diventa un cardiochirurgo; Giovanni Battista documentarista e consulente per perizie foniche e fotografiche, ed è in questa veste che avvicinerà la Sindone.

Da tempo seguono i lanci dei sovietici. Racconta Giovanni Battista, 81 anni, a «La Stampa»: nella loro stanza all’ultimo piano di via Accademia Albertina, i due fratelli accendono la radio ed escono sulla terrazza dove hanno installato la grande antenna: «È la voce di un cosmonauta. Non stavamo nella pelle. Eravamo appassionati di radio e di telecomunicazioni. Ci interessava diventare bravi radioamatori e ci trovammo a registrare voci ed eventi che sarebbero dovuti restare segreti. Ci appassionammo allo spazio, captammo le missioni della Nasa. Ci siamo trovati alle prese con la più affascinante e pionieristica avventura di quel tempo e ne approfittammo».

Pochi mesi dopo il volo di Gagarin, a Torre Bert sopra San Vito nasce il centro di radioascolto spaziale. Racconta Giovanni Battista: «Abbiamo avuto molte sorprese, compreso un signore dei servizi segreti che si presentò dietro la porta di casa. Il generale russo Kamanin, a capo del programma spaziale, ci definì “banditi dello spazio” perché captammo voci e reazioni di cosmonauti in volo che stavano concludendo tragicamente la missione, di cui non si è saputo più nulla. Per noi sono morti durante le missioni: il tutto venne tenuto nascosto. Noi abbiamo recuperato quelle voci e, sfruttando gli stessi principi tecnici della fisica, le abbiamo registrate e  gelosamente custodite. Torino è la nostra città sin da quando, ragazzini siamo arrivati da Erba. E la città  in cui è nato un po’ tutto, anche la radio». Nel 1959 – racconta a «La Stampa» – realizzano una televisione privata». Come mai le voci dallo spazio sono captate a Torino? «Il Piemonte è in una posizione favorevole sull’inclinazione orbitale delle navicelle russe, e non fu così complicato ricevere voci e segnali».

 

Pier Giuseppe Accornero



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