17 novembre 2021

LA MARCHESA FAUSTINA ROERO, DAMA DI CORTE

MARCHESAFAUSTINA

La marchesa Faustina Roero di Cortanze, dama di corte di Maria Teresa d’Asburgo-Lorena di Toscana, consorte di Carlo Alberto di Savoia-Carignano, venuta alla luce a Torino il 17 febbraio 1798 e morta a Nizza il 30 luglio 1872,  sposò nel 1815 Vittorio Roero di Cortanze e fu particolarmente presente alla corte sabauda dal 1817, anno delle nozze tra Maria Teresa e Carlo Alberto, al 1855, il cosiddetto anno ‘infausto’ in cui nell’arco di poche settimane morirono la regina madre Maria Teresa, la regina consorte Maria Adelaide e Ferdinando duca di Genova, fratello del sovrano Vittorio Emanuele II.

Per oltre cinquant’anni, dal 1817 al 1871, Faustina annotò i fatti e gli avvenimenti maggiormente significativi da lei vissuti o appresi. In modi molteplici, la vita della marchesa e l’intreccio narrativo che si dipana attraverso le pagine del suo diario restano legati al Castello di Racconigi, frequentato regolarmente da Faustina nel periodo trascorso al servizio di Maria Teresa.

Nel primo giorno di servizio a corte la marchesa Faustina Roero di Cortanze (1798-1872) trabocca di fiducia nel futuro: diciannovenne, sposa e già madre di due bambini, neri i capelli a boccoli, roseo l’incarnato in cui risplendono gli occhi vivaci e il lieve sorriso.  Il manto da cerimonia lascia intravedere l’abito di velluto rosso con cui incede nelle sale auliche di Palazzo Carignano e del Castello di Racconigi. L’attende un compito difficile: accompagnare come dama d’onore la giovanissima e inesperta principessa Maria Teresa d’Asburgo-Lorena di Toscana nella nuova vita di sposa. Faustina è conscia della responsabilità e della delicatezza del ruolo: “I principi vogliono qualche volta dimenticare il loro rango, ma esigono che gli altri se ne ricordino sempre”.

È bella, intelligente, colta e spiritosa. Ne fanno fede personaggi di gran nome che, incontrandola a Palazzo Reale o nei salotti della nobiltà, ne ricercano la compagnia: Metternich e Champollion, Lamartine e Balzac, i viceré di Milano, Neipperg e la duchessa di Parma. È felice? Le pagine brillanti del diario annotano le gelosie fra i cortigiani che si contendono le sue grazie e, soprattutto, le scaramucce verbali con Carlo Alberto. Nel 1831 accetterà una carica nuova, “dama d’onore addetta alle beneficenze”, pur di mantenere intatti i rapporti con la regina senza dover competere con la favorita del re.

Il diario (1817-1871) abbraccia cinquant’anni di vicende personali e politiche (dalla Restaurazione alla nascita del regno d’Italia), ma è lungi dall’essere un succinto riassunto storico: la dedizione appassionata per Maria Teresa, regina succube e infelice, la delusione nei riguardi di Carlo Alberto re, gli intrighi di corte, i pochi amici sinceri e, soprattutto, gli amari insuccessi dei figli danno vita ad un affresco singolare ed emozionante, forse unico, nel panorama letterario dell’epoca. Faustina ci conduce anche in giro per l’Europa, in Svizzera e in Francia particolarmente. L’interpretazione perspicace degli avvenimenti piemontesi ed europei cui assiste, pur dall’esilio volontario di Nizza, ha l’amara riflessione che “l’intelligenza delle donne è un potere in Francia, una disgrazia al di qua delle Alpi”.

Il Diario verrà presentato al Castello di Racconigi a cura del Centro Studi Piemontesi.



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