SCAFFALE: ACCORNERO E IL CARDINAL PELLEGRINO

Michele Pellegrino viene nominato arcivescovo di Torino il 18 settembre 1965 fa l’ingresso il 21 novembre. Dedica i primi mesi alla conoscenza della comunità e alla diffusione della conoscenza dei documenti conciliari: dal 2 gennaio 1966, ogni settimana, presenta in Cattedrale la costituzione dogmatica sulla Chiesa «Lumen gentium».
Fin da subito la gente percepisce in quel vescovo non un intellettuale lontano dalla vita ma il pastore che si lascia interrogare dalla realtà della città. Nella primavera 1966 la città è agitata dalla vertenza per il contratto dei metalmeccanici, primo duro scontro tra padroni e operai. E il primo incontro fra Gianni Agnelli appena salito alla guida della Fiat e Pellegrino non va nel migliore dei modi; Agnelli, uscendo dall’udienza, un po’ freddina, con Pellegrino, borbotta: «Va bene, ho capito. Io faccio le macchine, lei fa il prete».
Torino era cresciuta «a immagine e somiglianza» prima dei Savoia e poi della Fiat. Si chiede l’arcivescovo in Duomo: «Il cristiano deve sopportare tutti i torti e le ingiustizie? No”. È falso ed è antistorico affermare che Pellegrino «era un comunista». No. Non si staccò mai dall’insegnamento del Vangelo, della Chiesa e del Concilio. Ogni intervento e ogni gesto può essere ricondotto al suo motto episcopale: «Evangelizare pauperibus, evangelizzare i poveri». Su questa frontiera cercò di condurre la comunità cristiana.
Di questo e di tanto altro si parla nella biografia «Michele Pellegrino. L’uomo, lo studioso, il vescovo del Concilio» del sacerdote giornalista piemontese don Pier Giuseppe Acconero che descrive il cardinale della lettera pastorale Camminare Insieme come “un uomo, un cristiano, un sacerdote, un vescovo che si converte”. Nato a Roata Chiusani (Cuneo) da famiglia poverissima si farà sempre chiamare “padre” e mai eminenza, eccellenza o con altri epiteti roboanti.
Scopo di questa biografia è anche quello di creare nell’ opinione pubblica una corrente favorevole alla causa di beatificazione del cardinal Pellegrino.
PIER GIUSEPPE ACCORNERO
MICHELE PELLEGRINO
EFFATA’ EDITRICE
25 euro