SCAFFALE: L’ ANONIMA CRONISTI DI MINELLO

Lo dico fin da subito. Sono un giornalista che ha vissuto quell’ epoca, quegli anni e quel mondo che Beppe Minello descrive alla perfezione nel suo primo romanzo “Anonima Cronisti”. Pertanto il mio giudizio su questo libro ,è di parte, di chi c’era e può verificare con l’ausilio dei ricordi e delle emozioni il racconto della vita di una redazione, di una città, di un mondo che oggi non ci sono più.
Non ci sono date precise: diciamo che siamo nel periodo dopo le Olimpiadi di Torino 2006. Nomi, personaggi e luoghi sono frutto di pura fantasia. Lo si scrive in apertura di qualsiasi romanzo. Ma “per noi che c eravamo” è facile riconoscere quel collega, quel magistrato, quel carabiniere che abbiamo incontrato e incrociato mille volte durante gli anni della gavetta di una professione dove, a fare la differenza erano le suole consumate delle scarpe, i taccuini pieni di appunti e di numeri telefonici, i primi cellulari, i contatti e le conoscenze. Quel giornalismo oggi è stato soppiantato dalla rivoluzione digitale, da internet se non addirittura dall’Intelligenza Artificiale.
Per chi invece ignora quel mondo, la lettura di questo primo di Beppe Minello, cronista di razza (come si diceva una volta) del quotidiano La Stampa, sarà una piacevole scoperta, grazie anche a una scrittura fresca e agevole, liberata dai vincoli del cronista. Un viaggio nel sottobosco della politica cittadina, degli intrighi che sfociano anche in omicidi, che attraversano Torino e la sua provincia, il Piemonte e la Liguria di Ponente.
Una storia che trae spunto dalla realtà, romanzandola. Oppure un romanzo di pura fantasia, alimentato da tanti riferimenti alla realtà? Il giudizio, come sempre, spetta al lettore. Ed è questo il bello della letteratura. Lo era nel passato e lo sarà sempre.
BEPPE MINELLO
ANONIMA CRONISTI
GOLEM EDITORI
18,50 euro