21 maggio 2008

Tangenti sui farmaci, arresti ordinati dalla procura di Torino

Tre anni di indagini, di pedinamenti, intercettazioni e anche filmati, hanno permesso ai Carabinieri dei Nas, il nucleo antisofisticazioni, di scoprire un giro di tangenti che rappresentanti di aziende farmaceutiche avrebbero pagato a funzionari dell’Aifa, l’agenzia italiana per il farmaco, per mettere in commercio medicine senza i dovuti controlli, o avere corsie privilegiate per l’omologazione dei farmaci, se non addirittura per chiudere un occhio se le etichette di taluni farmaci non erano ancora state revisionate e non indicavano in qualche caso i rischi letali perfino per i bambini. L’inchiesta della Procura di Torino, guidata da Raffaele Guariniello, puntava ad azzerare il vertice dell’Aifa, un agenzia pubblica che opera per conto del ministero della salute. Ma della ventina di arresti chiesti il gip ne ha concessi solo otto: quattro sono finiti in carcere, altrettanti ai domiciliari. Tra questi: il rappresentante italiano all’agenzia europea Pasqualino Rossi e una funzionaria della stessa Aifa. Gli altri sono tutti procuratori di aziende farmaceutiche. Non solo pagavano mazzette, secondo l’accusa, ma facevano anche regali costosi come mobili antichi e viaggi. Ora il filone dell’inchiesta delle corruzioni passa da Torino alla Procura di Roma, e già domani i magistrati avvieranno gli interrogatori. Un’inchiesta che rischia di ingenerare allarmismi tra i cittadini. E da più parti si chiede di fare chiarezza sui farmaci coinvolti.



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