22 maggio 2008

Cogne: indulto per Anna Maria, tra sei anni libera?

Il primo sconto è automatico: la condanna di Anna Maria Franzoni scenderebbe da sedici a tredici anni di reclusione per effetto dell’indulto, che oggi – in base alla legge – la Procura generale di Torino ha chiesto alla Corte d’Appello di applicare. A firmare l’atto è stato Vittorio Corsi, lo stesso magistrato che sostenne l’accusa al processo di secondo grado e che alla fine di un’intensa requisitoria disse che la donna non meritava attenuanti ma, comunque, aveva diritto alla “pietas”, alla comprensione umana: ed è quasi come se la procedura penale gli abbia permesso quel gesto di clemenza che in aula aveva solo potuto invocare. La mamma di Samuele è dalla notte scorsa rinchiusa nel carcere bolognese della Dozza e già si pensa al momento in cui uscirà. Più o meno tra sei anni avrà diritto alla semilibertà, e per i permessi premio potrebbe dover aspettare ancora meno. Non solo: avendo due figli piccoli – che per adesso potrà incontrare sei volte al mese – e non essendo stata privata dello status giuridico di genitore, per ottenere il regime di detenzione speciale (a casa o meglio ancora in una comunità di assistenza) le basta scontare un terzo della pena. Nei calcoli, infine, bisogna tener conto della cosiddetta “liberazione anticipata”: il condannato, se si comporta bene, può beneficiare di novanta giorni di riduzione all’anno, vale a dire sei mesi ogni due anni. Questioni su cui sarà chiamato a pronunciarsi il tribunale di sorveglianza di Bologna. “La battaglia per dimostrare la sua innocenza non è finita”, proclama l’avvocato Paolo Chicco, che insieme alla collega Paola Savio affila le armi per i prossimi appuntamenti.



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