27 ottobre 2021

27 OTTOBRE 1911 – CONCLUDE GLI ESAMI ALL’UNIVERSITA’ DI TORINO ANTONIO GRAMSCI

gramsci

“Partii per Torino come se fossi in stato di sonnambulismo. Avevo 55 lire in tasca; avevo speso 45 lire per il viaggio in terza classe delle 100 avute da casa”

Antonio Gramsci era nato ad Ales il 22 gennaio 1891, da una famiglia numerosa e povera. All’età di tre anni, in seguito ad una caduta, è colpito da una malattia che gli impedirà di crescere, non supera il metro e cinquanta. La bellezza di Antonio è tutta negli occhi azzurri e intensi. E’ dotato di un’intelligenza vivace e acuta e la famigli fa di tutto per permettergli di completare il percorso scolastico.

Alla conclusione degli studi universitari segue un’intensa attività giornalistica che vede Gramsci impegnato da prima presso la testata Il Grido del popolo e dell’Avanti! dove tiene una rubrica di critica teatrale. In quegli anni smetterà i panni dello studente scontroso e povero per incontrare sempre più frequentemente gli operai cittadini. A Torino il 25 agosto 1917 si scatena la rivolta del pane, gli arresti decimano la Sezione del Partito Socialista che viene tenuta in vita da un comitato di 12 persone, tra cui Gramsci. La rivoluzione bolscevica del novembre 1917 invia echi forti e profondi e sollecita i membri del partito a fondare un nuovo giornale: il 1 maggio 1919 esce il primo numero de L’Ordine Nuovo, di cui Gramsci è segretario di redazione e animatore. Il giornale è amato dalla classe operaia e per i suoi redattori è un mezzo per promuovere la rivoluzione operaia. Appoggia lo sciopero dell’aprile del 1920, l’occupazione delle fabbriche di settembre e il fallito sciopero del 1921. Queste posizioni sono in aperto dissenso con la linea del Partito Socialista e provocheranno una scissione che darà vita, il 21 gennaio 1921 nel Teatro San Marco di Livorno, alla nascita del Partito Comunista Italiano. Nel maggio del 1922 Gramsci parte per Mosca quale rappresentate italiano nell’esecutivo dell’Internazionale. Vi arriva già malato e nell’estate è ricoverato in un sanatorio. Qui conosce Giulia Schucht, una violinista che ha abitato diversi anni a Roma; Gramsci se ne innamora perdutamente.

Intanto a Milano vengono arrestati i dirigenti del partito e Gramsci rimane il massimo esponente, si trasferisce quindi a Vienna per seguire più da vicino la situazione, nel 1923 si sposa con Giulia da cui avrà due figli, Delio e Giuliano. Il 12 febbraio 1924 esce il primo numero de L’Unità, il nome della testata auspica l’unione di tutto il popolo italiano nella lotta contro il fascismo. Il 6 aprile 1924 viene eletto deputato e a maggio può rientrare a Roma, protetto dall’immunità parlamentare. Il 10 giugno, un gruppo di fascisti, rapisce e uccide Giacomo Matteotti, pare che il fascismo sia giunto alla fine, talmente è forte l’indignazione popolare, ma non è così, l’opposizione parlamentare sceglie di abbandonare il Parlamento (Scissione dell’Aventino). Gramsci sottovaluta Mussolini e non crede che il suo partito avrà lunga vita: “Il Partito fascista non riuscirà mai a diventare un normale partito di governo, Mussolini non possiede le qualità dello statista e del dittatore altro che alcune pittoresche pose esteriori”. E’ un errore. L’8 novembre 1926 Gramsci, in violazione dell’immunità parlamentare, viene arresto e rinchiuso a Regina Coeli dove scriverà Quaderni dal carcere. Mussolini ha spazzato via gli ultimi scampoli di democrazia. Viene processato e condannato a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione per attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe. Gramsci ha, per problemi gravi di salute, una cella individuale e cerca di reagire studiando ed elaborando le proprie riflessioni politiche. La sua salute peggiora e nell’ottobre del 1934 Mussolini accoglie la richiesta di libertà condizionata, ma gli è impedito di andare a curarsi fuori Roma, riacquista la piena libertà solo nell’aprile del 1937, ma oramai è gravissimo e muore in clinica il 27 dello stesso mese di emorragia cerebrale.



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