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	<title>Un anno in Piemonte &#187; Curiosità</title>
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	<description>Un viaggio attraverso la realtà della nostra Regione tra cronaca, costume e curiosità vista con l’arguzia del giornalista Mediaset Beppe Gandolfo</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Oct 2026 23:04:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SCAFFALE: MONFERRATO, DOVE LA FEDE SI FA PAESAGGIO</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 02:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una raccolta di 26 intensi racconti che attraversano e raccontano il Monferrato seguendo le tracce del sacro. Un affresco corale, un mosaico di voci e di sguardi, in cui il Monferrato non è semplice sfondo ma spazio vivo, terra connotata da una spiritualità profonda e ancestrale, capace di custodire identità, emozioni e domande essenziali. Chiese, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="x_MsoNormal"><b><span data-olk-copy-source="MessageBody">Una raccolta di 26 intensi racconti che attraversano e raccontano il Monferrato seguendo le tracce del sacro. </span></b>Un affresco corale, un mosaico di voci e di sguardi, in cui il Monferrato non è semplice sfondo ma spazio vivo, terra connotata da una spiritualità profonda e ancestrale, capace di custodire identità, emozioni e domande essenziali. <b>Chiese, cappelle, santuari, edicole e luoghi di devozione caratterizzano il paesaggio e diventano punti di incontro tra luoghi e persone, tra storia e immaginazione, tra memoria e sentimenti.</b></p>
<p class="x_MsoNormal"> Questa antologia raccoglie i racconti finalisti della quarta edizione del <b>Premio </b><b>di narrativa “Parole in collina”</b>, un progetto culturale di <b>Neos Edizioni</b> dedicato alla <b>valorizzazione del territorio monferrino attraverso la narrazione.</b> «Con questa quarta edizione, Neos Edizioni si conferma pienamente come attore culturale del territorio-dichiara l’editrice <b>Silvia Maria Ramasso</b>-Il successo crescente del contest, in termini di partecipanti e di momenti di presenza sul territorio, l’alta qualità letteraria delle tre edizioni antologiche precedenti (<i>Monferrato, paesaggio vivo; Monferrato, terra di borghi e di città; Gente del Monferrato</i>), con storie che riportano in luce vicende, personaggi e valori cari ai Monferrini, ci hanno permesso di coinvolgere tante realtà istituzionali e associative della zona. Il tema di questa quarta edizione, <b>“Monferrato, dove la fede si fa paesaggio”,</b> ha visto gli autori raccontare vicende ed emozioni ispirate ai luoghi di devozione del Monferrato, territorio in cui fede, storia, arte e paesaggio si intrecciano».</p>
<p class="x_MsoNormal"> Il Sacro Monte di Crea, il Colle Don Bosco, il santuario di Sant’Anna, Vezzolano, la Pieve di San Secondo e quella di San Michele, la Madonna della Neve di Castell’Alfero, la cappelletta di Sant’Anna a Cella Monte, la chiesetta di Santa Maria di Molignano, la chiesa di Santa Chiara a Canelli, l’abbazia di Grazzano…Aggiunge <b>Patrizia Monzeglio,</b> presidente del Comitato Organizzatore: «Anche in questa raccolta si alternano racconti di fantasia, memorie autobiografiche e vicende di ispirazione storica. Il territorio non è soltanto lo sfondo delle vicende narrate: diventa il luogo in cui storia, memoria ed esperienza umana si intrecciano».</p>
<p class="x_MsoNormal"> L’antologia si apre con il racconto vincitore di <b>Alberto Maffiotti</b>, <b><i>“L’edicola votiva”,</i></b> che si è aggiudicato il<i> </i><b>Premio Speciale Città di Casale Monferrato, </b>che narra l’incontro a <b>Castagnole Monferrato</b> tra uno scrittore in crisi ed il custode di un<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>edicola votiva.</p>
<p class="x_MsoNormal">Il volume include anche il racconto vincitore della borsa di studio “Short &amp; Surprise” in memoria di Franco Francescato, scritto da <b>Alessia Lidestri</b> (alunna della classe terza dell’Istituto Istruzione Superiore Nicola Pellati di Nizza Monferrato), un racconto fuori concorso di <b>Patrizia Monzeglio</b> e un pregevole <b>corredo fotografico</b> curato dal <b>Club per l’Unesco di Vignale Monferrato</b>, che arricchisce il libro anche attraverso un’estensione online, accessibile dal libro tramite Qrcode.</p>
<p class="x_MsoNormal"> Racconti di: <b>Lucia Berardi, Marco P. L. Bernardi, Chiara Bezzo, Giuseppe Borasi, Elisabetta Cannarozzi, Giovanni Casalegno, Flora Crosara, Luca D’Angelo, Federica Ferretti, Pier Carlo Guglielmero, Alessia Lidestri, Alberto Maffiotti, Patrizia Monzeglio, Maria Luisa Mosele, Anna Maria Musso, Osvaldo Pace, Silvia Pannocchia, Elisabetta Picco, Salvatore Pisani, Maria Antonella Pratali, Maia Matilda Ravera, Orietta Ravizza, Micaela Strippoli, Stefania Tromba, Cristiano Trevisan, Daniele Villata.</b></p>
<p class="x_MsoNormal">Fotografie di: <b>Silvano Ghirardo, Marika Libralesso,</b> <b>Alberto Maffiotti, Davide Novelli, Domenico Rota.</b><b></b></p>
<p class="x_MsoNormal">In copertina un’opera della pittrice astigiana <b>Anna Volpe Peretta, </b>che raffigura la chiesa dei Santi Nazario e Celso a Montechiaro d’Asti.</p>
<p class="x_MsoNormal">MONFERRATO, DOVE LA FEDE SI FA PAESAGGIO</p>
<p class="x_MsoNormal">NEOS EDIZIONI</p>
<p class="x_MsoNormal">20 euro</p>
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		<title>SCAFFALE: IL PESO DELL&#8217; ORO DI RIZZI MARTINI</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 02:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un colpo al caveau di una banca frutta ai rapinatori un bottino milionario. Le indagini stagnano, finché Antonio Perri, giovane ragioniere della banca, viene trovato morto, precipitato dal suo balcone. Per tutti è un suicidio ma il commissario Carlo Rossi coglie alcuni dettagli che non tornano e che fanno pensare ad una messa in scena. [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="gmail-msonormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Calibri',sans-serif;">Un colpo al caveau di una banca frutta ai rapinatori un bottino milionario. Le indagini stagnano, finché Antonio Perri, giovane ragioniere della banca, viene trovato morto, precipitato dal suo balcone. Per tutti è un suicidio ma il commissario Carlo Rossi coglie alcuni dettagli che non tornano e che fanno pensare ad una messa in scena. Forse qualcuno ha voluto chiudere la bocca a quell’impiegato così serio e metodico?</span></p>
<p class="gmail-msonormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;"> </span><b><span style="font-family: 'Calibri',sans-serif;">Milano, 1942.</span></b><span style="font-family: 'Calibri',sans-serif;"> Alla vigilia della partenza per il fronte, Lorenzo Ricci chiede a Silvia di diventare la sua madrina di guerra. Assegnato prima in Sicilia e poi nella Francia occupata, stringe una profonda amicizia con lo scapestrato Guido, di cui diventa quasi un fratello maggiore. Tra le lettere a Silvia, il legame con Guido e gli orrori della guerra, Lorenzo si troverà coinvolto in eventi destinati a segnare la storia della sua famiglia.</span></p>
<p class="gmail-msonormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;"> </span>Le due vicende, separate da oltre ottant’anni, sono unite dal filo invisibile di un tremendo segreto, quello di un tesoro silente. Un’indagine avvincente tra delitti di oggi e sanguinosi giorni finali della Seconda guerra mondiale. Giallo e ricostruzione storica si intrecciano, trasformandosi in dramma esistenziale.</p>
<p class="gmail-msonormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;"> FRANCA RIZZI MARTINI </span></p>
<p class="gmail-msonormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;">IL PESO DELL&#8217; ORO</span></p>
<p class="gmail-msonormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;">NEOS EDIZIONI </span></p>
<p class="gmail-msonormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 8.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif;">20 euro </span></p>
<p class="gmail-msonormal" style="text-align: justify;">
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		<title>SCAFFALE: LA GUERRA NEGLI OCCHI DI RASOLO</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 02:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ancora un libro sulla guerra? Sì. E c&#8217;è un perchè. Il volume &#8220;La guerra negli occhi&#8221; di Giuseppe Rasolo raccoglie i racconti di uomini e donne che hanno vissuto in prima persona le vicende minime di un conflitto bellico. Insomma, storie vere, autentiche Milioni di uomini che &#8211; durante il caos delle guerre &#8211; si [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un libro sulla guerra? Sì. E c&#8217;è un perchè.</p>
<p>Il volume &#8220;La guerra negli occhi&#8221; di Giuseppe Rasolo raccoglie i racconti di uomini e donne che hanno vissuto in prima persona le vicende minime di un conflitto bellico.</p>
<p>Insomma, storie vere, autentiche Milioni di uomini che &#8211; durante il caos delle guerre &#8211; si trovarono ad affrontare la vita quotidiana, fatta di sofferenze e di speranze, di paure e di sacrifici.</p>
<p>&#8220;La storia siamo noi&#8221; cantava Francesco De Gregori e nel volume di Rasolo (giornalista, comunicatore, laureato in Storia Moderna) si trovano conferme, pagine dopo pagine. La storia non l&#8217; hanno scritta soltanto Hitler, Churchill, Mussolini e Roosevelt&#8230; la storia passa per le vita di milioni di persone (spesso volti anonimi)  che troviamo nei racconti di questo libro che hanno saputo affrontare, giorno per giorno, le difficoltà di conflitti mondiali con il coraggio e la fragilità della quotidianità. Esempi di come si riesca a restare umani anche sotto i bombardamenti, o a bordo di un caccia militare.</p>
<p>&#8220;Eppure bisogna adattarsi, sopravvivere e sperare in un futuro migliore&#8221; dice, in un capitolo del libro, Theodor Morell, il medico del Fuhrer. &#8220;Nell&#8217; aria aleggia lo spettro non solo della sconfitta, ma di una resa dei conti che sarà terribile&#8230;&#8221;. E&#8217; solo un esempio, fra i tanti del lavoro di Rasolo, di nomi che raramente compaiono nei monumenti o nei documenti ufficiali, ma che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia.</p>
<p>E lo conferma la dedica del volume: ai nonni e allo zio dell&#8217; autore. I primi furono parte attiva della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. E lo zio, invece, fu disperso in Russia.</p>
<p>GIUSEPPE RASOLO</p>
<p>LA GUERRA NEGLI OCCHI</p>
<p>GOLEM EDIZIONI</p>
<p>16,50 euro</p>
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		<item>
		<title>BUON COMPLEANNO MICHELIN ALESSANDRIA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 15:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Michelin celebra i 55 anni dello stabilimento di Alessandria, una realtà industriale nata nel 1971 e oggi riconosciuta all’interno del Gruppo per competenze, capacità di innovazione e flessibilità produttiva. L’anniversario si inserisce nel programma di iniziative dedicate ai 120 anni di Michelin Italiana, una storia di presenza nel Paese, evoluzione industriale e sviluppo di competenze. [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="640">
<tbody>
<tr>
<td>Michelin celebra i 55 anni dello stabilimento di Alessandria, una realtà industriale nata nel 1971 e oggi riconosciuta all’interno del Gruppo per competenze, capacità di innovazione e flessibilità produttiva. L’anniversario si inserisce nel programma di iniziative dedicate ai 120 anni di Michelin Italiana, una storia di presenza nel Paese, evoluzione industriale e sviluppo di competenze.</p>
<p>Con circa 950 persone, una capacità produttiva prossima a 1,2 milioni di pneumatici l’anno e una superficie di oltre 470.000 metri quadrati, lo stabilimento Michelin di Alessandria è specializzato nella produzione di pneumatici per autocarro. Nel sito vengono realizzati anche pneumatici per metropolitane su gomma e prodotti di grandi dimensioni destinati ai mezzi agricoli e alle applicazioni del genio civile.</p>
<p>La dimensione internazionale dello stabilimento è confermata dalla destinazione della produzione: circa il 60% è rivolto all’Italia e all’Europa, mentre il restante 40% raggiunge altri mercati nel mondo. Il sito opera sia per il mercato del ricambio sia per il primo equipaggiamento, collaborando anche con importanti costruttori di camion, semirimorchi, mezzi da cava e veicoli specializzati.</p>
<p><strong><br />
</strong>Il legame con il territorio rappresenta una componente essenziale dell’identità dello stabilimento, che mantiene un dialogo costante con le istituzioni locali, le scuole e le realtà della comunità alessandrina. Un rapporto fondato sull’ascolto e sulla collaborazione, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sociale ed economico dell’area e di creare opportunità concrete per le persone. In questa prospettiva si inseriscono le donazioni e le iniziative benefiche, gli incontri con gli studenti degli istituti tecnici, le visite in stabilimento, gli stage e i percorsi di avvicinamento al mondo del lavoro, pensati per valorizzare i talenti e favorire la crescita delle competenze. A queste attività si aggiungono le iniziative del Michelin Sport Club, che coinvolgono dipendenti, famiglie e comunità locale, rafforzando un rapporto costruito nel tempo e destinato a crescere insieme al territorio.</p>
<p><strong>MICHELIN ITALIANA E LO STABILIMENTO DI ALESSANDRIA: NUMERI CHIAVE</strong></p>
<table width="595">
<tbody>
<tr>
<td>Data di nascita Michelin Italiana</td>
<td>1906 (120 anni)</td>
</tr>
<tr>
<td>Dipendenti</td>
<td>Oltre 3.800</td>
</tr>
<tr>
<td>Capacità produttiva installata</td>
<td>14 milioni di pneumatici/anno</td>
</tr>
<tr>
<td>Investimenti nel Paese</td>
<td>432 milioni di euro (2021-2025)</td>
</tr>
<tr>
<td>Indotto</td>
<td>328 milioni di euro</td>
</tr>
<tr>
<td>Fornitori</td>
<td>2.800</td>
</tr>
<tr>
<td>Data di nascita stabilimento Alessandria</td>
<td>1971 (55 anni)</td>
</tr>
<tr>
<td>Dipendenti</td>
<td>950</td>
</tr>
<tr>
<td>Capacità produttiva installata</td>
<td>1,2 milioni di pneumatici/anno</td>
</tr>
<tr>
<td>Superficie</td>
<td>478.000 m<sup>2</sup></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Contatto stampa: 344/0343292</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>LIBRI A CASTELLO A RACCONIGI</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 08:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si terrà dal 13 al 16 settembre 2026 la quarta edizione di “Libri a Castello”, rassegna letteraria ospitata all’interno della residenza sabauda di Racconigi. La kermesse si svilupperà in quattro serate -tutte a ingresso gratuito- organizzate dal Comune di Racconigi, dal Gruppo di Lettura Carmagnola e dal Lions Club Racconigi, in collaborazione con le Residenze [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà dal 13 al 16 settembre 2026 la quarta edizione di “Libri a Castello”, rassegna letteraria ospitata all’interno della residenza sabauda di Racconigi.<br />
La kermesse si svilupperà in quattro serate -tutte a ingresso gratuito- organizzate dal Comune di Racconigi, dal Gruppo di Lettura Carmagnola e dal Lions Club Racconigi, in collaborazione con le Residenze reali sabaude del Ministero della Cultura.</p>
<p>In apertura, domenica 13, come ormai da tradizione, andrà in scena uno spettacolo teatrale dedicato ai sonetti shakespeariani che in estate ha già attraversato la provincia di Torino e che vedrà a Racconigi la conclusione della sua tournée.</p>
<p>Quindi, negli appuntamenti a seguire, tre presentazioni di libri con altrettanti autori di fama nazionale: Emanuele Filiberto di Savoia con “La Regina di maggio” (lunedì 14, intervistato da Beppe Gandolfo di News Mediaset); Giusy Ferreri con “Le voci interrotte” (martedì 15, intervistata da Attilio Celeghini de LaPresse) e Marianna Aprile con “La promessa” (mercoledì 16, intervistata da Natalia Ceravolo di Radio Capital).</p>
<p>Gli ospiti, dopo aver dialogato con i loro intervistatori a partire dalle proprie opere, si renderanno disponibili per il firma-copie a fine incontro.<br />
Le serate si svolgeranno nel piazzale antistante il Castello di Racconigi a partire dalle ore 21. In caso di maltempo si terranno sotto l’Ala Mercatale Eventi, in via Carlo Costa 11, con accesso fino ad esaurimento posti disponibili. Non è prevista la prenotazione.</p>
<p>A completare il programma, nel pomeriggio di domenica 13 settembre, nel Salone d’Ercole, sarà inoltre presentato il nuovo carnet de voyage di Stefano Faravelli, “Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante”, appena pubblicato da EDT.<br />
Nella stessa occasione sarà inaugurata la mostra “Specchi del Giappone” con le sue opere in dialogo con il patrimonio conservato nel Castello (13 settembre &#8211; 1° novembre 2026), in collaborazione con EDT e il Gruppo di Lettura Carmagnola.</p>
<p>Inoltre, in occasione della rassegna, il Castello sarà aperto in via straordinaria con “Il Novecento in Castello”: un suggestivo itinerario notturno, in orario 19-23, con visite accompagnate in gruppo (max 25 persone) con partenze alle ore 19:15, 20, 20:45 e 21:30. Il percorso si concentra sugli ambienti novecenteschi della dimora: lo scalone d’onore, gli appartamenti privati della regina Elena, del principe Umberto e di Maria José, fino alle stanze cosiddette dei principini, al primo piano, e all’itinerario tematico “Storie dal mondo in Castello”, al piano rialzato dell’ala di levante. Biglietti per le visite acquistabili su App o sito Musei Italiani.</p>
<p>Il manifesto ufficiale 2026 è stato realizzato dal noto artista Fernando Cobelo; la voce ufficiale dell’evento è quella di Roberta Belforte, attrice di teatro, cinema e tv.</p>
<p>Novità di quexta edizione è l’omaggio gastronomico da parte di Morosini 7 Pizza e Cucina, che propone la Pizza Shakespeare, in edizione speciale: la pizza ufficiale dedicata ai “Sonetti di mezza estate”, con fiordilatte, prosciutto crudo, fichi e scaglie di Parmigiano. Un incontro di sapori tra dolce e salato, proprio come il Bardo amava mescolare emozioni, passioni e contrasti.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>SCAFFALE: L&#8217; ANONIMA CRONISTI DI MINELLO</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 02:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.unannoinpiemonte.com/?p=42975</guid>
		<description><![CDATA[<p>Lo dico fin da subito. Sono un giornalista che ha vissuto quell&#8217; epoca, quegli anni e quel mondo che Beppe Minello descrive alla perfezione nel suo primo romanzo &#8220;Anonima Cronisti&#8221;. Pertanto il mio giudizio su questo libro ,è di parte, di chi c&#8217;era e può verificare con l&#8217;ausilio dei ricordi e delle emozioni il racconto della [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo dico fin da subito. Sono un giornalista che ha vissuto quell&#8217; epoca, quegli anni e quel mondo che Beppe Minello descrive alla perfezione nel suo primo romanzo &#8220;Anonima Cronisti&#8221;. Pertanto il mio giudizio su questo libro ,è di parte, di chi c&#8217;era e può verificare con l&#8217;ausilio dei ricordi e delle emozioni il racconto della vita di una redazione, di una città, di un mondo che oggi non ci sono più.</p>
<p>Non ci sono date precise: diciamo che siamo nel periodo dopo le Olimpiadi di Torino 2006. Nomi, personaggi e luoghi sono frutto di pura fantasia. Lo si scrive in apertura di qualsiasi romanzo. Ma &#8220;per noi che c eravamo&#8221; è facile riconoscere quel collega, quel magistrato, quel carabiniere che abbiamo incontrato e incrociato mille volte durante gli anni della gavetta di una professione dove, a fare la differenza  erano le suole consumate delle scarpe, i taccuini pieni di appunti e di numeri telefonici, i primi cellulari, i contatti e le conoscenze. Quel giornalismo oggi è stato soppiantato dalla rivoluzione digitale, da internet se non addirittura dall&#8217;Intelligenza Artificiale.</p>
<p>Per chi invece ignora quel mondo, la lettura di questo primo di Beppe Minello, cronista di razza (come si diceva una volta) del quotidiano La Stampa, sarà una piacevole scoperta, grazie anche a una scrittura fresca e agevole, liberata dai vincoli del cronista. Un viaggio nel sottobosco della politica cittadina, degli intrighi che sfociano anche in omicidi, che attraversano Torino e la sua provincia, il Piemonte e  la Liguria di Ponente.</p>
<p>Una storia che trae spunto dalla realtà, romanzandola. Oppure un romanzo di pura fantasia, alimentato da tanti riferimenti alla realtà? Il giudizio, come sempre, spetta al lettore. Ed è questo il bello della letteratura. Lo era nel passato e lo sarà sempre.</p>
<p>BEPPE MINELLO</p>
<p>ANONIMA CRONISTI</p>
<p>GOLEM EDITORI</p>
<p>18,50 euro</p>
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		<title>INNOVAZIONE E RICERCA PER IL NOSTRO LATTE</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 02:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Innovazione nei processi alimentari, sostenibilità ambientale e valorizzazione della ricerca applicata sono al centro della collaborazione avviata tra il Politecnico di Torino e Inalpi S.p.A., una delle principali realtà italiane del settore lattiero-caseario. L’obiettivo della collaborazione è sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per il settore agroalimentare e contribuire alla competitività e alla sostenibilità delle filiere produttive. [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Innovazione nei processi alimentari, sostenibilità ambientale e valorizzazione della ricerca applicata sono al centro della <strong>collaborazione avviata tra il Politecnico di Torino e Inalpi S.p.A.</strong>, una delle principali realtà italiane del settore lattiero-caseario. L’obiettivo della collaborazione è sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per il settore agroalimentare e contribuire alla competitività e alla sostenibilità delle filiere produttive.</p>
<p>Il Politecnico di Torino e Inalpi S.p.A. hanno siglato un accordo quadro di collaborazione finalizzato allo <strong>sviluppo di attività congiunte di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico nei settori dell’agroalimentare, della sostenibilità ambientale e dell’ottimizzazione dei processi industriali</strong>.</p>
<p>Le <strong>competenze scientifiche e tecnologiche del Politecnico di Torino</strong> e l’<strong>esperienza</strong> <strong>industriale di Inalpi</strong> convergono in una collaborazione strategica volta ad <strong>affrontare le principali sfide del settore agroalimentare</strong>, sviluppando soluzioni innovative capaci di coniugare competitività, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. Nell’ambito della collaborazione saranno sviluppati specifici progetti di ricerca che coinvolgeranno <strong>ricercatori, docenti, dottorandi e giovani studiosi del Politecnico di Torino</strong>, in sinergia con il personale tecnico e scientifico di <strong>Inalpi</strong>.</p>
<p>Le attività si concentreranno inizialmente su <strong>quattro ambiti strategici</strong>: lo studio dei processi di <strong>cristallizzazione nei prodotti alimentari</strong>, con particolare attenzione al burro destinato alla pasticceria e all’ottimizzazione delle sue caratteristiche di lavorazione e qualità; lo sviluppo di <strong>sistemi innovativi per l’incapsulamento e la protezione di micronutrienti sensibili</strong>, come le vitamine termolabili, destinati ad <strong>alimenti funzionali ad alto valore aggiunto</strong>; la sperimentazione di <strong>tecnologie di processo innovative e a basso impatto</strong>, tra cui l’<strong>High Pressure Processing (HPP)</strong> e i trattamenti a radiofrequenza, per migliorare la conservazione degli alimenti preservandone le proprietà nutrizionali e sensoriali; infine, lo studio di <strong>soluzioni sostenibili per la produzione e il raffreddamento dell’acqua potabilizzata</strong>, con particolare attenzione all’impiego di <strong>tecnologie geotermiche</strong> e alla valutazione del loro <strong>impatto ambientale sulle falde acquifere</strong>.</p>
<p>L’accordo prevede inoltre la possibilità di attivare contratti di ricerca, borse di dottorato, assegni di ricerca e ulteriori iniziative di formazione avanzata, favorendo la crescita di nuove competenze professionali e il trasferimento delle conoscenze dal mondo accademico a quello industriale.</p>
<p>L’intesa testimonia l’impegno condiviso del Politecnico di Torino e di Inalpi nel promuovere un percorso comune di ricerca e innovazione, capace di generare valore per il sistema produttivo, la comunità scientifica e l’intera filiera agroalimentare italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SCAFFALE: I VEDOVI MIGLIORI DI DANIELA SCHEMBRI VOLPE</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 02:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>All&#8217;attivo una dozzina di guide su Torino, la sua storia, le sue curiosità, i luoghi da visitare, le nozioni da apprendere. Poi, il grande salto. La narrativa e in particolare il noir. Daniela Schembri Volpe, palermitana di nascita e torinese di adozione, ha appena pubblicato &#8220;I vedovi sono i migliori&#8221; e quindi si è cimentata [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;attivo una dozzina di guide su Torino, la sua storia, le sue curiosità, i luoghi da visitare, le nozioni da apprendere. Poi, il grande salto. La narrativa e in particolare il noir. Daniela Schembri Volpe, palermitana di nascita e torinese di adozione, ha appena pubblicato &#8220;I vedovi sono i migliori&#8221; e quindi si è cimentata nel filone giallo, con un romanzo ambientato fra una Torino intrisa di perbenismo e fughe verso il porto e il mare di Andora, in Liguria.</p>
<p>Casse gettate in mare aperto, un cadavere a cui è stato espiantato il cuore, una ragazza avvelenata: in questo percorso accidentato si muove il percorso investigativo di Dafne Volpi.</p>
<p>Mamma con il figlio alle prese con esame di guida e di maturità. Guida turistica (l&#8217;autrice non molla mai e sue passioni) Dafne non sa come indagare, ma lo fa ugualmente, con l&#8217;istinto femminile,  con l&#8217;aiuto di amici e conoscenti, muovendosi magari in maniera un po&#8217; goffa e precaria, ma alla fine arriva alla soluzione. Quella che forse nemmeno lei si aspetta.</p>
<p>In una recensione non si può anticipare il finale, ovviamente. Ma la sensazione giunti alla fine del noir è che Dafne sia un personaggio che ritroveremo nei prossimi gialli di Daniela Schembri Volpe, all&#8217; apparenza sempre un po&#8217; svampita, ma forse anche più matura e pronta ad affrontare gli imprevisti della vita e della scrittura.</p>
<p>DANIELA SCHEMBRI VOLPE</p>
<p>I VEDOVI SONO I MIGLIORI</p>
<p>EDIZIONI EFFETTO</p>
<p>17 euro</p>
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		<title>SCAFFALE: I VELENI DELLA BERARDI</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 02:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“La donna è supina, le braccia lungo il corpo, come se stesse prendendo il sole sulla spiaggia. Il maresciallo si china a tastarle il collo, ma subito si rialza, scuotendo il capo”. Rientrata a lavorare dopo una grave malattia, la giornalista Fosca Prandi viene inviata in Val Maira per un reportage sulle opere del pittore [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="s5"><span class="s14">“La donna è supina, le braccia lungo il corpo, come se stesse prendendo il sole sulla spiaggia. Il maresciallo si china a tastarle il collo, ma subito si rialza, scuotendo il capo</span><span class="s14">”</span><span class="s14">.</span></p>
<p class="s5"><span class="s15">Rientrata a lavorare dopo una grave malattia, </span><span class="s16">la giornalista Fosca Prandi viene inviata in Val Maira</span><span class="s16"> per un reportage sulle opere del pittore fiammingo</span><span class="s16"> Hans Clemer</span><span class="s16">, </span><span class="s15">il “maestro d’Elva”, attivo a fine Quattrocento nel Marchesato di Saluzzo</span><span class="s15">. </span></p>
<p class="s5"><span class="s15">Ma una morte sospetta rompe la serenità del luogo: tra arte, </span><span class="s15">menzogne e veleni, l’insospetta</span><span class="s15">bile verità sarà pericolosa da scoprire.</span> <span class="s15">Fosca, che prima de</span><span class="s15">l cancro ha svolto inchieste im</span><span class="s15">portanti,</span><span class="s15">facendo scalpore con un’inchiesta sugli schiavi in Mauritania</span><span class="s15">,</span><span class="s15"> riprende l’attività nelle montagne cuneesi con un incarico </span><span class="s15">apparentemente </span><span class="s15">tranquillo tra arte e paesaggi alpini a lei noti fin dalle vacanze giovanili con la famiglia. </span></p>
<p class="s5"><span class="s15">Ma quella che dovrebb</span><span class="s15">e essere quasi una pausa rigene</span><span class="s15">rante nella quiete della valle si incrina presto: durante il suo soggiorno, Anita &#8211; amic</span><span class="s15">a di vec</span><span class="s15">chia</span> <span class="s15">data e mamma di un ragazzino autistico </span><span class="s15">- scom</span><span class="s15">pare. Il corpo della donna viene ritrovato sulle rive di un lago: tutto fa pensare a una morte accidentale</span> <span class="s15">ma l’autopsia insinua dubbi inquietanti.</span></p>
<p class="s5"><span class="s15">Polittici restaurati, chiese e santuari, montanari solitari, ambigui critici d’arte, cinici imprenditori, tatuaggi misteriosi, un calice con un serpente…l’indagine porta Fosca dalla Val Maira fino a Milano, </span><span class="s15">in un mondo economico corrotto, dove si intrecciano avidità e insospettabili complicità</span></p>
<p class="s5">LUCIA BERARDI</p>
<p class="s5">UN CALICE DI VELENI</p>
<p class="s5">NEOS EDIZIONI</p>
<p class="s5">17 euro</p>
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		<title>SCAFFALE: TERNAVASIO E IL FUTURISMO DI TORINO</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 02:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 20 febbraio 1909 è una data storica della cultura internazionale: su iniziativa del poeta Filippo Tommaso Marinetti nasce il Futurismo. L’atto è ufficialmente sancito dalla pubblicazione del relativo manifesto sul quotidiano francese “Le Figaro”. Un’avanguardia aggressiva che esaltava la velocità, l’avvento della civiltà industriale e dell’era tecnologica, l’interventismo in ogni ambito. Con la loro [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="s13"><span class="s14">Il 20 febbraio 1909 è una data storica della cultura internazionale: su iniziativa del poeta Filippo Tommaso Marinetti nasce il </span><span class="s15">Futurismo.</span><span class="s14"> L’atto è ufficialmente sancito dalla pubblicazione del relativo manifesto sul quotidiano francese “Le Figaro”.</span></p>
<p class="s13"><span class="s14">Un’avanguardia aggressiva che esalta</span><span class="s14">va</span><span class="s14"> la velocità, l’avvento della civiltà industriale e dell’era tecnologica, l’interventismo in ogni ambito. Con la</span><span class="s14"> loro furia incendiaria volevano</span> <span class="s14">far detonare i cas</span><span class="s14">telli chiusi della vecchia arte</span><span class="s14"> e le “menti in putrefazione”, mettendo al bando quello che chiamavano</span><span class="s14"> “passatismo”, ossi</span><span class="s14">a gli stantii romanticismi,</span><span class="s14"> l’immobilismo,</span> <span class="s14">la retorica accademica </span><span class="s14">e</span><span class="s14"> il culto delle cose antiche.</span></p>
<p class="s13"><span class="s14">Se Milano è stata la capitale culturale del Futurismo, Torino ne ha rappresentato il centro più fervido per quanto riguarda industria e tecnologia, con le sue fabbriche automobilistiche ed aeronautiche, e con il Lingotto della Fiat , “prima invenzione costruttiva futurista” (Marinetti). </span></p>
<p class="s13"><span class="s15">Maurizio Ternavasio</span><span class="s14"> ricostruisce la vicenda del </span><span class="s15">Primo Futurismo</span><span class="s14"> (1909-1917) e del </span><span class="s15">Secondo </span><span class="s14">(1918-1939) in Piemonte, in particolare a Torino, soffermandosi non solo su letteratura, poesia, pittura e scultura, ma passando in rassegna tutti gli ambiti della nuov</span><span class="s14">a estetica: architettura, grafica pubblicitaria</span><span class="s14">, fotografia, danza, cinema, </span><span class="s14">musica</span><span class="s14">, moda e anche gastronomia (in città c’erano due ristoranti: la Taverna del Santopalato e Il sollazzo gastrico). </span></p>
<p class="s13"><span class="s14">Torino ha avuto un ruolo di primissimo piano nella diffusione e nell’affermarsi del Futurismo a partire dall’8 marzo 1910, quando al </span><span class="s15">Teatro Chiarella di via Principe Tommaso</span><span class="s14"> viene organizzata la grande </span><span class="s15">“serata futurista”</span><span class="s14">: </span><span class="s14">la terza in assoluto dalla nascita del movimento dopo quelle di Trieste e di Milano. Nel cuore del quartiere di San Salvario si svolse un evento sovversivo e sfrontato: performance che rompevano gli schemi con, sullo sfondo, bizzarre scenografie dalle forme geometriche e colori vivaci. I giochi di ombre e luci che si accendevano e si spegnevano a sorpresa davano l’impressione che le opere pittoriche e le sculture mostrate al pubblico galleggiassero quasi nello spazio. </span><span class="s14">Lì venne </span><span class="s14">presentato per la prima volta</span><span class="s14"> il </span><span class="s15">Man</span><span class="s15">ifesto dei pittori futuristi,</span><span class="s14"> firmato anche dal torinese </span><span class="s15">Giacomo Balla. </span></p>
<p class="s13"><span class="s14">Altro evento fondamentale fu l’Esposizione futurista internazionale, che si tenne dal 27 marzo al 27 aprile del 1922 al </span><span class="s15">Winter Club,</span> <span class="s14">elegante e raffinata sala da ballo negli spazi sotterranei del Caffè Romano, in Galleria Subalpina, con</span><span class="s14"> esposte le opere di 43</span><span class="s14"> artisti – tra cui Prampolini e Depero – di tutta Itali</span><span class="s14">a, accomunati dal voler dipingere, con la loro tavolozza vivace ed enfatica, ciò che si pensa e non ciò che si vede.</span></p>
<p class="s13"><span class="s14">Se nel 1918 la morte di Umberto Boccioni segna la fine del Primo Futurismo, il 5 marzo del 1923 nasce, in una mansarda di </span><span class="s15">via Sacchi 54,</span><span class="s14"> la sezione torinese del Secondo Futurismo, la cui anima guida fu </span><span class="s15">Fillia</span><span class="s14"> (al secolo Luigi Colombo, originario di Revello, in Provincia di Cuneo), personalità eclettica e geniale, pittore, poeta, scenografo, </span><span class="s14">brillante </span><span class="s14">animatore culturale, </span><span class="s14">critico</span><span class="s14"> d’arte, polemista e</span> <span class="s14">autore </span><span class="s14">di </span><span class="s14">romanzi futuristi (La morte della donna, L’ultimo sentimentale e L’uomo senza sesso), nonché ideator</span><span class="s14">e di ben sette riviste</span> <span class="s14">tra le quali “La città futurista” e “La Città Nuova”. Intorno a sé </span><span class="s14">riuscì a coagulare un gruppo di artisti, tra cui il bulgaro </span><span class="s15">Nicolay </span><span class="s15">Diulgheroff</span><span class="s14">, lo scultore </span><span class="s15">Mino Rosso </span><span class="s14">(che condivideva con Fillia la soffitta dell’elegante palazzi</span><span class="s14">na di via Cardinal Maurizio 30)</span><span class="s14">,</span><span class="s15">Pippo Oriani, Ugo Pozzo </span><span class="s14">(le cui opere sono state esposte al Guggenheim di New York e al Pompidou di Parigi),</span><span class="s15"> Tullio Alp</span><span class="s15">inolo Bracci (in arte Kiribiri), Farfa</span><span class="s14"> (Vittorio Osvaldo Tommasini) </span><span class="s14">e</span> <span class="s14">l’architetto </span><span class="s15">Alberto Sartoris.</span> <span class="s14">A caratterizzarli fu la capacità di sperimentare forme d’arte diverse e innovative, come l’aeropittura, la moda e l’arredamento, dedicandosi all’inizio degli anni Trenta anche alla cucina. </span></p>
<p class="s13"><span class="s16"> </span></p>
<p class="s13"><span class="s14">Il Futurismo potrebbe apparire un movimento essenzialmente “maschile” ma così non fu: le donne seppero essere protagoniste e non certo secondarie. </span><span class="s14">Basta pensare a </span><span class="s15">Benedetta Cappa</span><span class="s14">, figura chiave del Futurismo piemontese, moglie di Marinetti e artista</span><span class="s14"> che ha saputo interpretare con estrema originalità gli aneliti del movimento, sperimentando pittura (il Tattilismo, evoluzione multi-sensoriale del Futurismo), letteratura e scenografia, e partecipando a ben cinque edizioni della Biennale di Venezia (nel 1930 fu la prima donna ad avere un’opera pubblicata nel catalogo dell’importante rassegna). </span><span class="s14">Ma non solo: </span><span class="s15">Regina,</span><span class="s14"> al secolo Regina Cassolo Bracchi, autrice di sculture in alluminio, leggere, geometriche e “aeree”, in perfetta sintonia con il mito futurista della macchina e del volo; </span><span class="s15">Barbara,</span><span class="s14"> ovvero la novarese Olga Biglieri, una delle prime aviatrici italiane (aveva conseguito il brevetto a soli diciotto anni dopo aver iniziato a volare all’Aeroclub di Cameri); la pittrice </span><span class="s14">Maria Luisa Lurini,</span> <span class="s14">conosciuta con</span><span class="s14"> lo pseudonimo di </span><span class="s15">Marisa Mori</span><span class="s14">, allieva di Felice Casorati; la poetessa </span><span class="s15">Térésah,</span><span class="s14"> ovvero Corinna Teresa Gray Ubertis, nata a Firenze da una famiglia alessandrina di Frassineto Po, importante figura della vita culturale torinese (fu anche giornalista, </span><span class="s14">pittrice</span><span class="s14">, autrice di teatro); </span><span class="s15">Cesarina Gualino,</span><span class="s14"> nata </span><span class="s14">Cesarina </span><span class="s14">Gurgo Salice, ballerina e pittrice, moglie dell’industriale, collezionista e mecenate torine</span><span class="s14">se Riccardo Gualino, la cui </span><span class="s14">scuola di danza consentì di far esibire </span><span class="s14">nel 1926 </span><span class="s14">a Torino i Ballets Russes di Sergei Diaghilev. </span></p>
<p class="s13"><span class="s16"> </span></p>
<p class="s13"><span class="s14">L’Autore dedica poi capitoli specifici ad ogni arte e ai principali protagonisti di ciascun ambito: la fotografia (i fotomontaggi di </span><span class="s15">Maggiorino Gramaglia</span><span class="s14">); la musica (</span><span class="s15">Alfredo Cas</span><span class="s15">ella</span><span class="s14">, ricordato da una lapide sulla facciata della casa natale in via Cavour 41); il cinema (l&#8217;unico film a tutti gli effetti futurista girato e ambientato a Torino è stato “Velocità/ Vitesse”, scritto e diretto nel 1930 dal pittore </span><span class="s15">Pippo Oriani,</span><span class="s14"> con la collaborazione del futuro sceneggiatore di fumetti Guido Martina e dell’attrice nonché pittrice Tina Cordero); la pubblicità, non solo con Diulgheroff (Cordial Campari) e Pippo Oriani (che lavorò per la Leone),  ma anche con </span><span class="s15">Fedele Azari,</span><span class="s14"> detto “Dinamo”, aeropittore e aviatore nato a Pallanza (frazione di Verbania</span><span class="s14">,</span><span class="s14"> allora facente parte della Provincia di Novara), che sperimentò il volantinaggio aereo (nel maggio 1920 inondò Milano, Torino e Genova con dei manifestini della Fiera campionaria internazionale, sorvolando le città a bordo di un dirigibile).</span></p>
<p class="s13"><span class="s14">Il 29 febbraio 1920 sul giornale “Roma Futurista” venne pubblicato il </span><span class="s15">Manifesto della moda femminile futurista,</span><span class="s14"> firmato da Volt5 (Vincenzo Fani), che intendeva bandire tutto ciò che poteva essere riconducibile alla pura femminilità, </span><span class="s15">inserendo capi tipicamente maschili come la giacca, i cappelli o la cravatta. </span><span class="s14">In conformità alla dichiarazione di Balla, secondo il quale «si pensa e si agisce come si veste», i futuristi rigettavano le vecchie convenzioni sartoriali, optando per abiti anti-borghesi, aggressivi ed eccentrici («Idealizzeremo nella donna le conquiste più affascinanti della vita moderna (&#8230;). Faremo dei decolletés a zig-zag, maniche diverse l’una dall’altra, scarpe di forma, colore e altezza differenti»). </span><span class="s14">In ambito maschile, furono lo scrittore Ignazio Scurto e lo scultore e pittore Renato Di Bosso a ideare la </span><span class="s15">cravatta futurista</span><span class="s14">, un grembiulino di metallo appeso ai becchetti della camicia.</span></p>
<p class="s13"><span class="s14">Il 28 </span><span class="s14">dicembre 1930 sempre Marinetti </span><span class="s14">firma sulla “Gazzetta del Popolo”</span><span class="s14">,</span> <span class="s14">insieme</span><span class="s14"> a Fillia,</span><span class="s14"> il </span><span class="s15">Manifesto della cucina futurista.</span><span class="s14"> Dagli stravaganti menù futuristi la pastasciutta è bandita, in quanto vivanda passatista, mentre vengono serviti antipasti intuitivi, aerovivande tattili con rumori e odori, Carne-plastico, Ultravirile, Pollofiat, Dolcelastico…Famoso il banchetto </span><span class="s14">futurista che si tenne l’8 marzo 1931 alla </span><span class="s15">Taverna del Santopalato,</span><span class="s14"> in via Vanchiglia 2, </span><span class="s14">a</span><span class="s14">d un passo da P</span><span class="s14">iazza Vittorio. Il menù fu realizzato a mano da Depero, Fillia, Ugo Pozzo, Prampolini, Balla e Oriani, gli arredi color rosso vivo vennero </span><span class="s14">ideati </span><span class="s14">dalla coppia Fillia-Diulgheroff. Oggi al suo posto c’è </span><span class="s14">la Trattoria Toscana, </span><span class="s14">che all’interno </span><span class="s14">co</span><span class="s14">nserva gelosa</span><span class="s14">mente la riproduzione del menù fu</span><span class="s14">turista della serata d’apertura.</span></p>
<p class="s13">MAURIZIO TERNAVASIO</p>
<p class="s13">IL FUTURISMO DI TORINO E DEL PIEMONTE</p>
<p class="s13">NEOS EDITORE</p>
<p class="s13">19 euro</p>
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