15 novembre 2020

MARIELLA SCIREA, NON SOLO LA MOGLIE DEL CAPITANO

Mirella Scirea

Sarebbe sbagliato identificare Mariella soltanto come la moglie dell’indimenticato campione Gaetano, capitano della Juve e della Nazionale.

Certo la vita della dinamica donna di Morsasco è stata caratterizzata dal grande amore della sua vita, Gaetano. Un matrimonio durato 13 anni e interrotto tragicamente dalla morte, nel 1989, in Polonia del calciatore, amato e stimato da tutti. Da quell’unione è nato Riccardo, attuale dirigente bianconero. Ma ancora oggi, quando parla del marito, e quando scorrono le immagini dell’elegante calciatore, a Mariella spuntano le lacrime.

Per un periodo della sua vita, Mariella Cavanna (questo il cognome da nubile) si dedica alla politica. Nel 1994 viene eletta deputata con il Polo delle Libertà aderendo a Forza Italia. Riconferma il proprio seggio a Montecitorio anche dopo le elezioni del 1996. Nel 1998 aderisce al progetto dell’ UDR patrocinato dall’ex presidente Francesco Cossiga. Dopo la conclusione della tredicesima legislatura abbandona l’attività politica.

Quel che non abbandona mai è il legame con l’amata Juventus. Dirigente, responsabile dei rapporti fra la società e i club dei tifosi, non accetta i comportamenti più violenti dei gruppi ultras. Nel 2014, come reazione ai cori razzisti  cantati dai gruppi dei Drughi bianconeri durante le partite della Juve, chiede che il nome del marito venga  tolto dall’intitolazione della corrispondente curva dello Juventus Stadium. La polemica successivamente si è acquietata, ma non la battaglia di Mariella contro la violenza negli stadi. Ancora due anni pronuncia parole di fuoco contro quegli imbecilli che, prima di un Fiorentina-Juventus vergano scritte offensive contro la memoria del marito sui muri dello stadio toscano: “Io non li perdono” la schietta reazione della vedova.

Adesso Mariella alterna la vita di nonna accanto agli amatissimi nipotini,  con la presenza allo stadio e con qualche apparizione in trasmissioni sportive. Sempre vivace, spiritosa, pungente, ma soprattutto elegante e gentile come era Gaetano, dentro e fuori del campo.



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