08 novembre 2026

SCAFFALE: OLIVA E I GRANDI INDUSTRIALI DEL PIEMONTE

olivaindustriali

Se gli anni a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento sono la stagione dei «pionieri», che tra intuizioni ingegnose e dinamismo imprenditoriale fondano l’industria piemontese, i decenni successivi sono invece il periodo della creazione di grandi imperi che trasformano la regione in una delle aree a maggior industrializzazione d’Europa. In questo secondo volume, «L’età dell’oro», dedicato alla storia della grande industria in Piemonte, Gianni Oliva ci guida in un viaggio, affascinante e rigoroso, nel cuore pulsante del Novecento italiano: il regime fascista, il conflitto mondiale e poi la ricostruzione, il boom economico e la stagione delle grandi lotte sindacali.

Tra luci e ombre, fughe in avanti e lavoro di consolidamento, i protagonisti di questa grande traversata, eredi – di nome e spesso anche di fatto – dei «pionieri» del primo volume, sono «personalità complesse, capaci di costruire modelli aziendali che vanno al di là della dimensione produttiva per diventare cardini della struttura sociale del Piemonte e dell’Italia intera».

Ecco così la spregiudicatezza finanziaria ma anche la genialità creativa ed il mecenatismo illuminato di Riccardo Gualino; il rigore manageriale di Vittorio Valletta e la carismatica leadership di Gianni Agnelli; la rivoluzione sociale e politica di Adriano Olivetti, imprenditore e politico per il quale il profitto aziendale deve coniugarsi con il benessere della comunità, e quella culturale di Giulio Einaudi; il carrozziere del lusso Giovanni Battista Pininfarina; Michele Ferrero e la sua fede incondizionata nella dimensione locale (partendo da una piccola pasticceria al centro di Alba ha costruito una delle maggiori aziende dolciarie al mondo) passando per realtà «minori», se minore può essere detta l’invenzione della moka.

Un capitolo, infatti, è dedicato ai tanti industriali che hanno contribuito al benessere della regione e alla sua trasformazione in uno dei motori dell’economia nazionale: si spazia dal settore tessile a quello agroalimentare, dall’editoria agli elettrodomestici, dagli articoli per la casa al design industriale (Lagostina, Alessi, Bialetti, Burgo, Carpano, Leone, Martini&Rossi…). È un fervore di iniziative che si sono sviluppate dal Verbano al Cuneese e che, grazie alla capacità di investire in innovazione, stanno dando all’economia del territorio un volto nuovo: non più il modello monoindustriale, con la grande fabbrica meccanica attorno a cui ruota la rete infinita dell’indotto, ma una diversificazione di settori e di collocazioni geografiche, che meglio rispondono alle esigenze della contemporaneità. Il volume si chiude con la storia di un fallimento, quello di Felice Giulio Riva, il “biondino”, e della sua azienda, la CVS (Cotonificio Valle Susa).

GIANNI OLIVA

I GRANDI INDUSTRIALI DEL PIEMONTE

CAPRICORNO EDITORE

14,00 euro



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