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	<title>Un anno in Piemonte &#187; I Piemontesi</title>
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	<description>Un viaggio attraverso la realtà della nostra Regione tra cronaca, costume e curiosità vista con l’arguzia del giornalista Mediaset Beppe Gandolfo</description>
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		<title>L&#8217; ECLETTICO BRUNO GAMBAROTTA</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 02:40:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Gambarotta è uno scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico e attore italiano. È anche autore e regista di programmi per la radio e la televisione e, oltre alla scrittura, fra i suoi maggiori interessi figura la gastronomia, materia della quale si è occupato anche per i suoi scritti. Ama definirsi scrittore artigiano, ringraziando per lo spunto il refuso di un tipografo del giornale torinese La [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Gambarotta è uno scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico e attore italiano.</p>
<p>È anche autore e regista di programmi per la radio e la televisione e, oltre alla scrittura, fra i suoi maggiori interessi figura la gastronomia, materia della quale si è occupato anche per i suoi scritti. Ama definirsi scrittore artigiano, ringraziando per lo spunto il refuso di un tipografo del giornale torinese La Stampa che erroneamente nel testo di una sua intervista deformò l&#8217;originale scrittore astigiano.</p>
<p>Autore di libri e collaboratore di diverse testate (fra cui l&#8217;Unità, la Repubblica, la stessa Stampa e la rivista Comix), ha contribuito assieme a Giancarlo Magalli alla conduzione della fortunata edizione di Fantastico &#8217;87 e delle trasmissioni televisive Porca miseria e Svalutation); sempre come presentatore si è confrontato con un discusso rifacimento della popolare Lascia o raddoppia? da Mike Bongiorno (curiosamente nati entrambi il 26 maggio), ed una propria Cucina Gambarotta</p>
<p>Come delegato alla produzione Rai, ha curato negli anni settanta la produzione della serie televisiva di Felisatti-Pittorru Qui squadra mobile. Negli anni novanta ha lavorato con il cantante ed attore e personaggio televisivo Adriano Celentano in una famosa trasmissione del molleggiato e, come attore, con Fabio Fazio in Un Giorno Fortunato, fiction prodotta per Rai 2 nel 1997.</p>
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		<title>GUIDO GOBINO, UNA VITA PER LA CICULATA</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 02:21:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Guido è torinese, ma il papà Giuseppe arriva da Alba, una delle capitali mondiali del cioccolato. Tutto si spiega. Nel DNA della famiglia Gobino ci sono il cacao, le nocciole, la ciculata. Papà Beppe dopo aver lavorato in un mulino ad Alba viene chiamato a Torino per seguire la produzione di cioccolato in un&#8217; azienda [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Guido è torinese, ma il papà Giuseppe arriva da Alba, una delle capitali mondiali del cioccolato. Tutto si spiega. Nel DNA della famiglia Gobino ci sono il cacao, le nocciole, la ciculata.</p>
<p>Papà Beppe dopo aver lavorato in un mulino ad Alba viene chiamato a Torino per seguire la produzione di cioccolato in un&#8217; azienda acquisita dai suoi titolari. E così Guido cresce con l&#8217; aroma di cacao e nocciole tostate, nella testa. Spesso va a trovare il padre in laboratorio e gioca fra i sacchi di juta pieni di fave di cacao: alla sera, a casa, quando abbraccia il genitore gli resta nelle narici quell&#8217; inconfondibile sapore.</p>
<p>Guido è figlio unico e cresce in quello spicchio della periferia di Torino fra via Catania, via Cagliari, corso Palermo. Nonostante abbia, nel sangue, i geni del cioccolato il ragazzino, dopo gli studi commerciali, intraprende un&#8217; attività di rappresentante e di contabile. Insomma, il posto fisso.</p>
<p>Ma le strade della vita sono imprevedibili. Quando il padre, per ragioni di salute, non può continuare a tirare avanti l&#8217; azienda, tocca a Guido prendere in mano le redini della fabbrica di ciculata. Siamo a metà degli Anni &#8217;80 e il neo-imprenditore comincia subito con il rivoltare l&#8217; azienda come un calzino. Un tuffo nel mondo dei giandujotti, il cioccolatino tipico di Torino. Questa diventa la mission, il core business di Gobino.</p>
<p>Una serie di incontri e di collaborazioni importanti, non solo laboratorio ma apertura di uno spaccio in via Cagliari, il lancio del Tourinot (un giandujotto più piccolo), il successo in Giappone, e poi nei Paesi arabi, un nuovo negozio in via Lagrange e, con il trascorrere degli anni, Gobino diventa sinonimo di Torino, di ciculata e di giandujotti nel mondo.</p>
<p>Guido Gobino non si ritiene un maestro cioccolatiere, ma soltanto un piemontese che ha saputo sfidare il mondo puntando tutto sull&#8217; eccellenza dei propri prodotti, sulle migliori materie prime, sulla capacità di innovare una produzione appresa fin da bambino dai suoi genitori, sulla fantasia di inventare un giandujotto più piccolo. Il Tourinot, 5 grammi di felicità.</p>
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		<title>RAFFAELE COSTA, UN POLITICO VERO</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 02:22:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[I Piemontesi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>C&#8217;è stato un momento, in Italia, nel quale fare politica era un impegno vero, altamente riconosciuto dalla gente. Al di là dell&#8217; appartenenza partitica. Uomini come Almirante, Berlinguer, Andreotti, La Malfa, Pertini erano unanimemente riconosciuti come dediti alla cosa pubblica: potevi condividere o meno le loro posizioni ma non potevi non riconoscere preparazione, bravura, impegno, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è stato un momento, in Italia, nel quale fare politica era un impegno vero, altamente riconosciuto dalla gente. Al di là dell&#8217; appartenenza partitica. Uomini come Almirante, Berlinguer, Andreotti, La Malfa, Pertini erano unanimemente riconosciuti come dediti alla cosa pubblica: potevi condividere o meno le loro posizioni ma non potevi non riconoscere preparazione, bravura, impegno, professionalità.</p>
<p>Fra questi c&#8217; è sempre stato Raffaele Costa, un liberale a tutto tondo. Monregalese, classe 1936, due lauree (Giurisprudenza e Scienze Politiche) è stato deputato per decenni, europarlamentare, più volte ministro, presidente della Provincia di Cuneo, candidato a sindaco di Torino, segretario del Partito Liberale, fondatore dell&#8217; Unione di Centro.  Ma anche avvocato e giornalista, famosa e diffusissima la sua rivista &#8220;Il Duemila&#8221;.</p>
<p>Chi non ricorda le sue battaglie nella Sanità contro gli sprechi e i furbetti del cartellino. &#8220;Il dottore è fuori stanza&#8221; è il titolo di un suo famoso saggio, proprio contro la italica usanza di assentarsi dall&#8217; ufficio pubblico durante l&#8217; orario di lavoro, anche da parte di medici e sanitari. Ma ha anche guidato i ministeri dei Trasporti, delle Politiche Comunitarie e degli Affari Regionali.</p>
<p>Insomma una vita dedicata alla politica, quella intesa con la P maiuscola. Sarebbe stato interessante al lavoro al Ministero della Sanità durante questa emergenza sanitaria.</p>
<p>Dal 2006, causa anche problemi di salute, si è ritirato da ogni impegno ed è tornato nel Monregalese, dopo una vita da pendolare fra Roma, Bruxelles e il Cuneese.</p>
<p>E&#8217; mancato in questo mese di settembre a 90 anni. ai suoi funerali erano presenti ben 5 ministri, oltre ad autorità regionali e nazionali e il Principe Emanuele Filiberto.</p>
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		<title>ORIGINI PIEMONTESI PER FERNANDEL</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 02:29:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[I Piemontesi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217;  morto 50 anni. Una carriera brillante ma pochi sanno che Fernand-Joseph-Désiré Contandin, in arte Fernandel, noto al grande pubblico come don Camillo , avesse origini piemontesi. Comico, attore, cantante e regista francese, nacque a Marsiglia, l’ 8maggio 1903, da genitori piemontesi Désirée Bédouin e Denis Countandin  Erano emigrati da Perosa Argentina, in provincia di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;  morto 50 anni. Una carriera brillante ma pochi sanno che Fernand-Joseph-Désiré Contandin, in arte Fernandel, noto al grande pubblico come don Camillo , avesse origini piemontesi. Comico, attore, cantante e regista francese, nacque a Marsiglia, l’ 8maggio 1903, da genitori piemontesi Désirée Bédouin e Denis Countandin  Erano emigrati da Perosa Argentina, in provincia di Torino, in Val Chisone.</p>
<p>Il padre di Fernandel lavorava in banca, la madre casalinga: entrambi con la passione per il teatro, nei fine settimane si esibivano in teatri di rivista e locali della Provenza e Fernandel, già da bambino, fu da loro coinvolto nelle recite. Fernandel comparve in molti film e numerose commedie musicali, che spesso furono poi trasposte in versione cinematografica. La svolta avvenne nel 1951, con il primo della serie di film incentrati sulla figura di don Camillo dello scrittore italiano Guareschi, in coppia con Peppone, Gino Cervi.</p>
<p>In quell&#8217; occasione scelse il suo nome d’arte “Fernandel’’. <em>“Il prete più conosciuto al mondo dopo il Papa’’. </em>Così lo apostrofò Pio XII quando nel 1953 lo incontrò in Vaticano<em>. </em></p>
<p>Fernandel parlava bene il piemontese, il dialetto usato quotidianamente dai suoi genitori, ma si esprimeva poco in italiano.</p>
<p>Rimase sempre legato al suo Piemonte anche per l&#8217; amicizia con Macario: i due parlavano tra loro in piemontese. Fernandel famosissimo in Italia e  Macario amatissimo anche in Francia,  in particolare dal pubblico e dalla stampa parigina. Fernandel si spense a 68 anni, il 26 febbraio 1971,  durante una scena sul sagrato della chiesa, nei primi giorni delle riprese, di quello che sarebbe dovuto diventare il suo sesto don Camillo.</p>
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		<title>FRASSATI SANTO DA UN ANNO</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 02:22:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dal 5 al 7 settembre, con *“Santo tra i Santi”*, l’Arcidiocesi di Torino celebra il primo anniversario della canonizzazione di *Pier Giorgio Frassati*, proclamato Santo da Papa Leone XIV il 7 settembre del 2025, insieme a Carlo Acutis. La tre giorni è promossa dal Comitato diocesano Pier Giorgio Frassati e si propone di rinnovare la [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 5 al 7 settembre, con *“Santo tra i Santi”*, l’Arcidiocesi di Torino celebra il primo anniversario della canonizzazione di *Pier Giorgio Frassati*, proclamato Santo da Papa Leone XIV il 7 settembre del 2025, insieme a Carlo Acutis.</p>
<p>La tre giorni è promossa dal Comitato diocesano Pier Giorgio Frassati e si propone di rinnovare la memoria e la testimonianza del giovane torinese a un anno da quel giorno di grazia.</p>
<p>Sabato *5 settembre* alle *ore 20.30*, il primo degli appuntamenti con lo spettacolo teatrale “_Up. Verso l’alt(r)o_”, curato dalla compagnia teatrale Storie di Piazza e allestito alla Parrocchia San Pier Giorgio Frassati (via Pietro Cossa 280).</p>
<p>Il giorno successivo, domenica *6 settembre* alle *ore 11.15*, la stessa parrocchia ospita la celebrazione eucaristica di ringraziamento presieduta dal vescovo ausiliare di Torino monsignor *Alessandro Giraudo* e, in occasione della Messa, è prevista l’ufficializzazione del cambio di nome della parrocchia da “beato” a “san” Pier Giorgio Frassati.</p>
<p>La tre giorni si conclude lunedì *7 settembre* alle *ore 18* con l’incontro sul tema che dà il titolo all’intera iniziativa, “Santo tra i Santi”. Ospitato alla Rettoria di Santa Maria di Piazza in via Santa Maria 4 (sede dello spazio espositivo multimediale &#8220;Verso l&#8217;Altro&#8221; dedicato proprio a Pier Giorgio Frassati e inaugurato il 5 luglio del 2025), vede confrontarsi don *Francesco Saverio Venuto*, delegato arcivescovile per le Cause dei Santi, e *Roberto Falciola*, vicepostulatore della causa di canonizzazione di Pier Giorgio, in un dialogo moderato da *Alberto Riccadonna*, direttore del settimanale diocesano _La Voce e il Tempo_.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Santo tra i Santi” è realizzata con il sostegno del Ministro per lo Sport e i Giovani, patrocinata da Città di Torino e Regione Piemonte e, con questa iniziativa a un anno esatto dalla canonizzazione, l’Arcidiocesi di Torino intende rinnovare il proprio impegno nel far conoscere Pier Giorgio Frassati, testimone di una fede vissuta con gioia, coerenza e attenzione concreta verso il prossimo, un modello quanto mai attuale per i giovani di oggi.</p>
<p>*FRASSATI, UN SANTO CHE PARLA AI GIOVANI DI OGGI*</p>
<p>La figura di Pier Giorgio Frassati – morto a soli 24 anni nel 1925, impegnato nella Fuci, nell&#8217;Azione Cattolica e nella San Vincenzo, terziario domenicano e appassionato di montagna, attento ai poveri e alle grandi questioni sociali del suo tempo – ha un legame speciale con la Chiesa torinese, che lo ha visto nascere, crescere nella fede e vivere fino al dono totale di sé. Il cardinale *Roberto Repole*, arcivescovo di Torino, ha più volte sottolineato quanto questa vicinanza sia una grazia per l&#8217;intera comunità diocesana. Nel giorno della canonizzazione, l&#8217;arcivescovo aveva ricordato come Frassati rappresenti per i giovani &#8220;una persona da scoprire&#8221;, capace di mostrare che il Vangelo può illuminare la vita di ogni giorno, in una &#8220;normalità&#8221; fatta di studio, impegno sociale e cura per gli ultimi – lontana da quel &#8220;vivacchiare&#8221; che lo stesso Frassati rifiutava come stile di vita.  L’arcivescovo di Torino aveva inoltre collegato la canonizzazione, avvenuta durante il Giubileo della Speranza, all&#8217;urgenza di un cammino di pace e di conversione dei cuori, sottolineando quanto i tempi difficili vissuti da Frassati assomiglino a quelli attuali.</p>
<p>Per scoprire o per approfondire la conoscenza di chi è stato, di come ha vissuto e quale eredità ci ha lasciato San Pier Giorgio Frassati, lo *spazio espositivo permanente &#8220;Verso l’Altro”* (nell&#8217;ex canonica della chiesa di Santa Maria di Piazza, via Santa Maria 4 a Torino) propone un percorso multimediale e immersivo attraverso la vita e la spiritualità del giovane Santo. Maggiori in informazioni sul web all’indirizzo <a href="http://www.versolaltro.it">www.versolaltro.it</a> .</p>
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		<title>SCAFFALE: LA VITA SEMPRE DELLA VARVELLO</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 12:49:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dal 1918 al 2022. L&#8217; ultimo romanzo di Elena Varvello si snoda dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino ai nostri giorni. Quasi tutto in Alba, tranne qualche capatina in Liguria, in Germania e a Boves, una città e una popolazione martoriate dalla follia nazista. Due i protagonisti, Francesco e Teresa. Tanti i comprimari fra [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1918 al 2022. L&#8217; ultimo romanzo di Elena Varvello si snoda dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino ai nostri giorni. Quasi tutto in Alba, tranne qualche capatina in Liguria, in Germania e a Boves, una città e una popolazione martoriate dalla follia nazista.</p>
<p>Due i protagonisti, Francesco e Teresa. Tanti i comprimari fra gli amici dei due giovani e i loro famigliari.</p>
<p>Ma &#8211; a nostro parere &#8211; la vera protagonista è la Storia d&#8217; Italia di quegli anni, soprattutto quelli dell&#8217; ascesa del Fascismo, della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza. L&#8217; autrice si muove, infatti, con grande abilità, fra la storia minima dei due personaggi centrali e quella grande dei fatti che caratterizzano un&#8217; epoca assai turbolenta del nostro Paese. Il tutto visto e osservato dall&#8217; angolatura minima di Alba: da via Macrino, quartiere popolare e povero, e dalle zone ricche del centro cittadino.</p>
<p>Mentre il mondo va in fiamme anche le vite di Teresa e Francesco si accendono, si incontrano e si perdono, si attraggono  e si respingono. Accanto a loro, la gente comune che affronta la quotidianità scandendo le giornate con le notizie che arrivano dalla radio che raccontano delle guerre di Spagna e di Albania, dell&#8217; asse con la Germania, dei discorsi di Mussolini e di Hitler.</p>
<p>In mezzo ai grandi eventi, una storia d&#8217; amore ma anche di sofferenza, di patimenti, di dolore. A fare da contrappunto le note delle musiche dell&#8217; epoca, del Trio Lescano, di Enrico Caruso, di Beniamino Gigli.</p>
<p>Elena Varvello è direttamente coinvolta in questa narrazione. Lo si comprende durante la lettura dei vari capitoli, scritti con rara maestria. Ma soprattutto nell&#8217; epilogo finale che ovviamente non sveliamo.</p>
<p>ELENA VARVELLO</p>
<p>LA VITA SEMPRE</p>
<p>GUANDA EDITORE</p>
<p>20 euro</p>
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		<title>LIVIO BERRUTI, LO SPRINTER DI TORINO</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 02:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[gandolfo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Studente di chimica, Berruti aveva solo 21 anni quando partecipò ai Giochi olimpici del 1960. Nelle semifinali dei 200 m corse in 20″5, uguagliando il record del mondo sulla distanza. La prestazione lo pose fra i favoriti della finale che si svolse a poche ore di distanza. In finale Berruti, che correva indossando occhiali da sole, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.unannoinpiemonte.com/?p=42982">LIVIO BERRUTI, LO SPRINTER DI TORINO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.unannoinpiemonte.com">Un anno in Piemonte</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Studente di chimica, Berruti aveva solo 21 anni quando partecipò ai Giochi olimpici del 1960. Nelle semifinali dei 200 m corse in 20″5, uguagliando il record del mondo sulla distanza. La prestazione lo pose fra i favoriti della finale che si svolse a poche ore di distanza.</p>
<div>
<div>In finale Berruti, che correva indossando occhiali da sole, fermò nuovamente il cronometro sui 20″5, sconfiggendo gli statunitensi, favoriti della vigilia, e aggiudicandosi la medaglia d’oro. Berruti sfiorò poi una seconda medaglia olimpica con la squadra della staffetta 4×100, che si classificò quarta.Come premio per la vittoria, ricevette dal CONI un assegno di 1.200.000 lire e una FIAT 500.</div>
</div>
<p>La vittoria olimpica, all’inizio della carriera, sarebbe rimasta il suo miglior risultato. Le tre apparizioni ai campionati europei di atletica leggera gli portarono solo un settimo posto nella finale dei 200 m del 1966. Vinse comunque i titoli italiani dei 100 m e 200 m dal 1957 al 1962, e altri due titoli sui 200 m nel 1965 e nel 1968. Berruti prese parte ad altre due edizioni delle Olimpiadi, nel 1964 e nel 1968. In entrambe le occasioni raggiunse le finali con la staffetta 4x 100 m, inoltre si classificò quinto nella finale dei 200 m del 1964.</p>
<p>Si ritirò dall’attività agonistica nel 1969.</p>
<p>Livio Berruti divenne per tutti “l’angelo”, per la leggerezza della falcata e la grazia con la quale esprimeva la sua potenza e ancora oggi è un esempio di tecnica di corsa veloce. È da ricordare che il record di Berruti fu realizzato su terra battuta e non sulle superfici sintetiche moderne, che restituiscono la spinta impressa.</p>
<p>Il 26 febbraio 2006 è stato portatore della bandiera olimpica nel corso della cerimonia di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali, tenutisi a Torino.</p>
<p>Ci ha lasciati domenica scorsa all&#8217;età di 86 anni.</p>
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		<title>GIULIANA GARDINI, UNA VITA FRA TV E ARTE</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 02:56:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Torinese di nascita, ma cittadina del mondo. Chi ha bazzicato il mondo degli esordi in Piemonte delle tv private non può non conoscere Giuliana Gardini. La giovinezza la vede viaggiatrice in tutti i 5 continenti, curiosa, spavalda. Poi, le prime collaborazioni a Radio Torino International con una rubrica di viaggi, appunto. Nel 1976 la direzione [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Torinese di nascita, ma cittadina del mondo. Chi ha bazzicato il mondo degli esordi in Piemonte delle tv private non può non conoscere Giuliana Gardini.</p>
<p>La giovinezza la vede viaggiatrice in tutti i 5 continenti, curiosa, spavalda. Poi, le prime collaborazioni a Radio Torino International con una rubrica di viaggi, appunto. Nel 1976 la direzione di Tele Torino International. E&#8217; proprio in quell&#8217; emittente che lancia il programma &#8220;Spogliamoci insieme&#8221;, uno spettacolo che fa subito scalpore. Ne parlarono la BBC, ne parlarono i giornali americani, la notizia fece il giro del mondo. Erano gli anni del terrorismo e delle Brigate Rosse, ma nelle notti torinesi lo schermo delle tivù private rimandavano le immagini dello spogliarello delle casalinghe. Durò sei mesi, poi arrivò la denuncia di un cittadino un po&#8217; troppo perbenista, l&#8217; inchiesta della Procura e la sospensione del programma.</p>
<p>Nel 1978 Giuliana Gardini passa a dirigere G.R.P. e qui lancia personaggi come Piero Chiambretti, Alba Parietti e accoglie come opinionisti fissi Giovanni Arpino, Luigi Carluccio, Giorgio Cavallo, Felice Andreasi. L&#8217; emittente ha un telegiornale con 5 edizioni quotidiane che fa concorrenza alla RAI e alla carta stampata. Ma la direttrice inventa pure la rassegna stampa, una delle prime in Italia, realizzata con il giornalista che andava a ritirare le prime copie nelle redazioni della Stampa e della Gazzetta del Popolo, ritagliava gli articoli di giornale e li mostrava in video, a notte fonda. Pionieri del giornalismo.</p>
<p>Nel 1986, quando G.R.P. viene ceduta ad Antenna 3 Lombardia, la Gardini lascia il mondo delle tivù locali o private, &#8220;o pirata&#8221; come venivano chiamate agli albori.</p>
<p>Ma resta nel mondo della comunicazione: direzione di uffici stampa, relazioni esterne, rubriche di viaggi e dal gennaio 2003 è Responsabile Relazioni Esterne alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Una full immersion nel mondo dell&#8217; arte contemporanea. Senza dimenticare i ruoli importanti svolti nell&#8217; Aidda (donne dirigenti d&#8217; azienda),  nella Federcasalinghe, nel Club Comunicazione d&#8217; Impresa e varie altre esperienze.</p>
<p>Insomma, una donna sempre con la valigia in mano, per intraprendere un viaggio verso luoghi lontani e sconosciuti o alla scoperta delle nuove frontiere della comunicazione.</p>
<p>E&#8217; mancata nei giorni scorsi all&#8217;età di 83 anni.</p>
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		<title>SCAFFALE: I RACCONTI SUI PIEMONTESI DOC</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 02:27:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quindici racconti compongono un’antologia corale, che restituisce il ritratto autentico di una regione e della sua gente. Dalle città alle colline, dai borghi medievali alle chiese di paese, il Piemonte non è mai semplice cornice ma co-protagonista. Sorprende, commuove e diverte. I racconti intrecciano storia e memoria, radici e scelte, comunità e solitudine. Il rigore [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quindici racconti compongono un’antologia corale, che restituisce il ritratto autentico di una regione e della sua gente.</strong> Dalle città alle colline, dai borghi medievali alle chiese di paese, il Piemonte non è mai semplice cornice ma co-protagonista. Sorprende, commuove e diverte. I racconti intrecciano storia e memoria, radici e scelte, comunità e solitudine. <strong>Il rigore storico si confonde con la polvere delle strade di collina in un gioco di contrasti mai banale.</strong></p>
<p>Si incontrano preti astuti e generosi, vignaioli filosofi, bambini curiosi che spiano il mondo contadino oltre il cancello di casa, emigrati veneti innamorati dei luoghi d’adozione, donne emancipate ante litteram, uomini alle prese con la vecchiaia e la morte. E, sullo sfondo, i sapori, le feste popolari, il suono delle campane, il sole cocente e le nebbie, i vigneti, i profumi nell’aria.</p>
<p>«Racconti di fatiche contadine, intuizioni geniali, vocazioni sommesse e addii silenziosi. È un Piemonte che non urla, che non cerca il sensazionalismo, ma che guarda dritto negli occhi con quella malinconica, ironica e orgogliosa fierezza di chi sa che, in fondo, ogni vita merita di essere raccontata. Anche, e soprattutto, se chi la vive preferirebbe starsene zitto» (<strong>Riccardo Marchina). </strong></p>
<p>Scoperchiando una vecchia credenza nella casa di famiglia a <strong>Frassineto Po,</strong> Anna trova vecchie fotografie che le rivelano l’amicizia tra la sua bisnonna e la poetessa futurista <strong>Térésah</strong> (Corinna Teresa Ubertis); a <strong>Piovà Massaia</strong> durante la Seconda Guerra Mondiale don Giuseppe con astuzia protegge le campane della sua parrocchia, destinate alla requisizione fascista per la produzione di armi; il <strong>Cardinale Richelieu</strong> osserva perplesso la <strong>Casale</strong> del XXI secolo; il parroco di <strong>Capriglio</strong> e i leggendari fratelli Paniate; la misteriosa <strong>“Ligera”,</strong> un lavoratore itinerante, solitario e forestiero, che si spostava di cascina in cascina offrendo braccia forti per i raccolti in cambio di ospitalità; un impero globale nasce dall’umile, quasi domestico, problema di un cioccolato troppo morbido in una giornata troppo calda; il <strong>castello di Piea</strong> e la castellana di <strong>Pomaro Monferrato</strong>, ovvero la celebre attrice <strong>Marisa Allasio</strong>. E poi <strong>Alba, Moasca, Cerrina, Moncalvo, Castello d’Annone, Casorzo,  Cerreto d’Asti, Calliano Monferrato…</strong></p>
<p>Quindici autrici e autori alternano il tono della cronaca a quello della confessione, l’humour alla commozione, orchestrando con grande naturalezza italiano e dialetto. Non manca il <strong>“Date n’andi”,</strong> grido di battaglia generazionale, né le esplorazioni esistenziali più profonde, che sfiorano il mistero e la soglia dell’assoluto, o gli addii così sereni da sembrare un ritorno alla terra che ci ha generati.</p>
<p>Registri diversi che si compongono in un’unica partitura, <strong>restituendo tutta la ricchezza e la varietà di una terra che non smette di raccontarsi. Ma con discrezione.</strong></p>
<p><strong>RICCARDO GRECO</strong></p>
<p><strong>PIEMONTESI DOC &#8211; </strong><strong><em>Protagonisti ma con discrezione</em></strong></p>
<p><strong>NEOS EDIZIONI</strong></p>
<p><strong>15 euro</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>SCAFFALE: GRAGLIA E GLI SCRITTORI A TORINO</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 02:21:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pavese, Calvino, De Amicis, Salgari&#8230;. sappiamo tutti che sono vissuti a Torino. Ma nella città subalpina ci sono stati anche Alexander Dumas, Nietzsche, Lev Tolstoj, Mark Twain, Dostoevskij, Gogol, Melville e Flaubert&#8230; solo per citarne alcuni. La &#8220;Guida letteraria a Torino&#8221; di Rosalba Graglia ci accompagna alla scoperta delle case, delle targhe, degli hotel, degli appartamenti [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pavese, Calvino, De Amicis, Salgari&#8230;. sappiamo tutti che sono vissuti a Torino. Ma nella città subalpina ci sono stati anche Alexander Dumas, Nietzsche, Lev Tolstoj, Mark Twain, Dostoevskij, Gogol, Melville e Flaubert&#8230; solo per citarne alcuni.</p>
<p>La &#8220;Guida letteraria a Torino&#8221; di Rosalba Graglia ci accompagna alla scoperta delle case, delle targhe, degli hotel, degli appartamenti dove hanno alloggiato questi grandi scrittori, ospiti della Città della Mole. E, sfogliando le pagine, ci troviamo di fronte a una scoperta continua e imprevedibile: quasi una caccia al tesoro per individuare gli appartamenti di De Amicis o il bosco dove si è suicidato Salgari, il Balon di Fruttero e Lucentini o i caffè storici di Guido Gozzano.</p>
<p>Ma ancora Natalia Ginzburg e Lalla Romano o la contemporanea Margherita Oggero che predilige le periferie cittadine.</p>
<p>Ne emerge una guida della città insolita, diversa da quelle tradizionali. Perchè gli scrittori sono l&#8217; anima delle città e anche loro sono rimasti affascinati dai portici e dall&#8217; armonia omogenea degli edifici della prima capitale d&#8217; Italia, ma anche dal <em>bicerin, </em>la famosa bevanda piemontese.</p>
<p>Torino città del libro: per il suo Salone Internazionale; ma anche per le sue case editrici, Einaudi in testa (non per nulla in centro c&#8217;è una via dedicata agli Stampatori); per il Circolo dei Lettori e per la Scuola Holden; per le sue librerie e per l&#8217; editoria scolastica.</p>
<p>Insomma, un modo diverso quanto accattivante di raccontare la città.</p>
<p>ROSALBA GRAGLIA</p>
<p>GUIDA LETTERARIA A TORINO</p>
<p>MORELLINI EDITORE</p>
<p>16 euro</p>
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